Il processo di composizione e decomposizione dell'ozono, che protegge la vita sulla terra dai raggi del sole, può essere alterato dalla concentrazione di agenti chimici. La calotta artica, oggi, è assottigliata del 42%, le foreste originarie sono dimezzate, si estinguono 74 tra specie di animali e piante, ogni giorno. Comunque, è importante tenere presente che, i grandi eventi naturali, catastrofi naturali per l'uomo, non seguono i cicli del tempo umano, ma quelli, più ampi, della natura. Può non rientrare, nell'esperienza di una vita, il ricorrere degli stessi fenomeni sulla terra. Il recente maltempo, con la piena del fiume Tevere a Roma, lo dimostra. La memoria delle alluvioni, con i livelli raggiunti dal Tevere durante i secoli, è conservata, incisa sopra lastre di marmo, sulle mura della città e, all'interno degli edifici, sull'Isola Tiberina. Tali eventi eccezionali ricorrono ogni 40 anni circa. Negli ecosistemi polari sono stati osservati, attraverso documenti, cicli naturali di circa 120 anni. I più ristretti ecosistemi urbani prevedono l'equilibrio, per la vivibilità umana, tra: qualità dell'aria, superficie verde per abitante, sistemi idrici, di trasporto e gestione rifiuti. L'ecosistema, in assoluto più intimo, è quello umano e anche qui, la parola chiave è: equilibrio. Perché un individuo viva la sua vita, anziché "esserne vissuto", è indispensabile un'armonia tra "corpo, mente e cuore", stabilendo un giusto rapporto tra bisogni materiali e spirituali. È bisogno spirituale il rispetto per se stessi, per gli altri, per l'ambiente che ci circonda e dal quale dipendiamo. È un bisogno spirituale primario, relegato in secondo piano come esigenza individuale, anziché umana. Vera catastrofe sociale è quel tipo di depressione, espressione di malessere interiore, di cui soffrono, oggi, molte persone che si sentono estranee nel proprio ambiente e in un mondo dove, troppo frequentemente, prevale la guerra, la sopraffazione, lo sfruttamento, l'aggressività. Frenare la propria corsa quotidiana, per vivere meglio la vita, soffermandosi a pensare più a se stessi, dando più spazio alle sensazioni, al sentimento e agli affetti, può indurre a uno stato di maggiore calma ed equilibrio emotivo. In ognuno di noi, quando la mente tace, esiste uno spazio perfettamente immobile senza tensioni, come nell'occhio del ciclone. Dovremmo potervi accedere più spesso, fino a che diventi abitudine di vita. Allora, nel nostro silenzio interiore, ogni volta che ne abbiamo bisogno, potremmo ritrovare degli attimi, rigeneranti, di perfetto benessere.
Vai alla homepage
20/12/2008