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Chi ci guadagna Il 50% di introiti in più registrati a causa di maltempo e asfalto rovinato

Pneumatici e cerchioni rotti
Una cuccagna per i gommisti

Beatrice Boero
Sos buche. Il maltempo di questi ultimi giorni ha aggravato la situazione delle strade romane. Motociclisti e automobilisti hanno rischiato incidenti seri. C'è chi è caduto rimanendo illeso, ma rovinando pneumatici e cerchioni. È bastata una settimana di pioggia intensa, perché i gommisti della capitale lavorassero a ritmo serrato, incrementando i loro guadagni.

In molte carrozzerie della città è stato stimato un 50% di lavoro in più, rispetto allo standard lavorativo di questo periodo. I clienti sono accorsi per sostituire cerchioni rotti e inutilizzabili a causa delle buche. O per cambiare o rimettere a nuovo pneumatici lacerati. Una spesa in più, che grava sul bilancio familiare. Numerosi cittadini si dicono «inferociti» riguardo allo stato del manto stradale. Quali possibilità hanno di rivalersi? Come devono agire i cittadini per difendersi? E contro chi devono lottare? Quali sono le giustificazioni più diffuse, per non risarcire? Associazioni e comitati a tutela dei cittadini spiegano come fare per chiedere un risarcimento al Comune in caso di danni. Valutandone i pro ed i contro. Cercando di rispondere adeguatamente alle giustificazioni, che, sicuramente, verranno addotte. Ricordiamo innanzitutto che esistono degli «strumenti preventivi». Dallo scorso luglio è in funzione il Numero Verde «Sos Buche»: 800.933.303. Finora le chiamate hanno raggiunto la cifra di circa 26 mila. A chiamare, sono stati automobilisti con ammortizzatori distrutti, motociclisti malconci per il manto stradale sconnesso, oppure messi a dura prova dalle insidiose radici degli alberi. Inoltre, lo scorso ottobre, un censimento dei «black point» dovuti a buche su strade o marciapiedi, già segnalati e considerati pericolosi, erano 215. Tutto ciò, però, non è stato sufficiente ad arginare il problema, in special modo durante questi 40 giorni di maltempo che hanno flagellato la città. Attualmente la situazione è di ulteriore emergenza. I fattori di rischio per chi circola sono aumentati. Lo stato dell'asfalto, dopo le piogge ingenti di questi ultimi giorni, è in condizioni abbastanza critiche. Il Coordinamento Motociclisti Romani ha già lanciato l'allarme sulla pericolosità delle strade per chi transita con le due ruote. Sulla questione sono intervenuti anche il Comitato Difesa del Cittadino e il Comitato Insieme per Difenderci. Proponendo e spiegando, come fare per essere risarciti in caso di danni. «La questione delle buche in città è da sempre un argomento primario per noi che intendiamo tutelare la salute e la sicurezza dei romani - precisa Giorgio Forti, presidente del Comitato Difesa del Cittadino -. Purtroppo durante questa settimana di piogge intense la situazione è peggiorata, aggravandosi. Basta dare un'occhiata per terra, per constatare con i propri occhi come è ridotto il manto stradale. Buche e avvallamenti non sono pericolose solo per chi circola con motociclette o biciclette, ma anche per chi transita per le strade con le automobili. Per non parlare delle persone anziane, che hanno le ossa più fragili, e possono riportare gravi danni con una caduta. Noi cerchiamo anche di consigliare i cittadini sul da farsi, in caso di caduta o di danni. Ci si può rivalere nei confronti del Comune di Roma. È necessario intraprendere un'azione giudiziaria, e rivolgersi al Giudice di Pace.
Occorre avere pazienza, perché i temi dell'istanza non sempre sono brevi. Inizialmente, occorre accertare i fatti: bisogna chiamare subito i Vigili Urbani, che constatino l'accaduto.
Inoltre, è bene raccogliere testimoni, che siano stati presenti al momento della caduta. Se è possibile, riuscire a fotografare la buca. Infine, recarsi subito al Pronto Soccorso di un ospedale, oppure andare dal medico di famiglia e farsi stilare un referto. La buca rappresenta un pericolo per il cittadino.
La responsabilità è del Comune, o dell'azienda di manutenzione stradale. Certamente il procedimento non è facile, ma vale la pena tentare. In questi casi, fra le obiezioni principali che vengono mosse al cittadino è che poteva fare più attenzione alla buca». Che tipo di clienti vogliono intentare una causa di risarcimento? A prendere la parola è il Comitato «Insieme per Difenderci». «La tipologia di chi ci chiede informazioni è varia - sottolinea L.C., una socia -. C'è lo studente universitario che ha rovinato una ruota del motorino, ed ora deve spendere un bel gruzzolo per aggiustarlo. Oppure c'è il libero professionista, che si è escoriato cadendo, e per medicarsi deve andare al pronto soccorso, perdendo una mattina di lavoro. E c'è chi vuole fare causa anche per qualche decina di euro».

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19/12/2008










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