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Già sperimentate Vitrificazione degli ovociti del professor Antinori e selezione degli spermatozoi. La mossa decisiva tocca allo Stato

Tumori e speranze

Giancarlo Calzolari
La vitrificazione degli ovociti e la selezione degli spermatozoi costituiscono la via maestra per preservare la fertilità specialmente nei giovani colpiti da un tumore. La nuova esigenza si colloca ai primi posti nelle procedure più raffinate e moderne per limitare i danni che avvengono durante i trattamenti oncologici.

La necessità di ricorso alle nuove tecniche è confermata da una recentissima indagine che ha lo scopo di comprendere l'importanza del valore del tempo e della qualità della vita nei malati di cancro, nei loro familiari, amici, conoscenti.
L'attuale situazione è drammatica. Nel nostro Paese circa dieci milioni di connazionali, un italiano su sei, ha problemi causati dal tumore. Un tema cruciale, dunque, per 1,7 milioni di persone (oltre 1,9 milioni stimati per il 2010) che hanno conosciuto la malattia e per chi sta loro vicino; riflessioni che evidenziano soprattutto l'importante progresso fatto dalla medicina nella lotta contro il cancro, permettendo ai malati di aumentare il tempo di vita e di migliorarne la qualità. Questi alcuni degli aspetti principali che emergono dalla ricerca «Vivere con il cancro», realizzata da Federazione Italiana Associazioni di Volontariato in Oncologia (F.a.v.o.) e GfK Eurisko con il supporto di Roche. L'indagine ha voluto approfondire quale sia il significato e il valore del tempo nei malati oncologici e nei care givers (l'intera sfera relazionale), costruendo uno spazio libero in cui raccontare, confrontare e condividere esperienze e opinioni riguardanti le attese sulla qualità della vita e la dimensione del tempo in relazione alla malattia. Una ricerca del genere, solamente pochi anni fa, non avrebbe avuto senso. Il tempo a disposizione dei malati di cancro in fase di recidiva non lasciava spazio a riflessioni sulla qualità della vita e sul valore del tempo. Come afferma Alberto Sobrero, Responsabile della Divisione di Oncologia Medica dell'Ospedale San Martino di Genova, «Non sono stati scoperti, né è realistico attenderselo, farmaci che da soli consentano la guarigione in condizione di malattia avanzata. Tuttavia, solo dieci anni fa il carcinoma del colon-retto era invariabilmente inguaribile l'aspettativa media di vita di 10 mesi circa; oggi, anche in condizioni di malattia avanzata, la guarigione è ancora possibile, anche se rara, e l'attesa media di vita è più che raddoppiata».
In questa prospettiva la vitrificazione degli ovociti e la selezione del seme maschile rappresentano una visuale di grande valore per non dire assolutamente rivoluzionaria. La nuova metodica di selezione degli spermatozoi permette, infatti, di scegliere in maniera scientificamente accurata i migliori spermatozoi da impiegare nelle tecniche di fecondazione assistita. Tramite un complesso sistema di lenti e d'ingrandimenti è possibile osservare, in tempo reale, la morfologia fine degli spermatozoi. Molte, infatti, sono le patologie che affliggono il seme maschile. Con questa metodica si possono osservare la presenza di malformazioni a carico delle diverse regioni degli spermatozoi. Diventa possibile selezionare lo spermatozoo in maniera diversa, ancora più rigorosa. Inoltre, ora è possibile individuare anche quegli spermatozoi dall'aspetto morfologicamente normale, con anomalie dell'ultrastruttura interna. L'impiego di questa metodica diventa quindi ancora più precisa. Lo stesso accade per la vitrificazione del gamete femminile, un processo che adesso può essere impiegata con successo; le tradizionali metodiche di congelamento, "lento" e "rapido", hanno fornito e forniscono tuttora ottimi risultati, ma oggi l'attenzione è decisamente spostata verso questa tecnica, di recente introduzione in Italia, ma già in uso in altri paesi. Sul tema della conservazione dei gameti negli ammalati di tumore si è svolto a Roma un convegno scientifico organizzato dalla Warm, l'organizzazione mondiale della medicina riproduttiva, al quale hanno partecipato esperti di grande valore a cominciare da Hal Hasani che opera in Germania fino al professor Sasso della Cattolica. Moderatore Hossein Gholami che ha sottolineato il grande valore della relazione della dottoressa Monica Antinori sulla vitrificazione.
Ferme restando alcune valutazioni in tema di riproduzione assistita,tutti i partecipanti hanno concordato che è assolutamente necessario, nel caso di persone giovani colpite da malattie neoplastiche, far presente le nuove possibilità tecniche di conservare gli elementi riproduttivi fondamentali per poterli poi utilizzare a cura ultimata.
Il professor Severino Antinori nella sua presentazione del tema ha passato in rassegna tutte le procedure attuali terminando che la nuova frontiera del trattamento oncologico è costituita proprio dalla necessità di conservare la possibilità di riproduzione utilizzando le nuove forme di protezione degli ovociti. È bene ricordare che con le tecniche di vitrificazione si ottengono risultati di valore assoluto con possibilità di tornare in maniera positiva alla procreazione anche diversi anni dopo la conservazione dell'elemento riproduttivo femminile.
Inutile dire che questa scelta rappresenta un grande motivo di speranza che deve essere assolutamente incoraggiato a tutti i livelli e in tutte le forme. Sarebbe addirittura auspicabile l'intervento dello Stato, del servizio sanitario nazionale per assicurare a tutti i malati neoplastici questa possibilità.

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19/12/2008










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