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Ci sono i nuovi capi delle famiglie mafiose di Palermo e provincia tra i 99 fermati. L'inchiesta ha permesso anche di registrare "un'aspra e pericolosa contrapposizione" all'interno di Cosa nostra sulla nomina del futuro capo.
Ci sono i nuovi capi delle famiglie mafiose di Palermo e provincia tra i 99 fermati. L'operazione Perseo, ordinata dai pm della Dda, ha stroncato sul nascere i progetti criminali dei boss che avevano ricostituito la "commissione provinciale" di Cosa nostra, di cui non era ancora stato deciso il capo. Maxi operazione, che gli investigatori definiscono "storica", sono impegnati oltre 1200 carabinieri, elicotteri ed unità cinofile, mirata a decapitare la nuova cupola di Cosa nostra. Dalle prime luci dell'alba i carabinieri del Comando provinciale di Palermo stanno eseguendo centinaia di fermi nei confronti di capimafia, reggenti di mandamenti e gregari di Cosa nostra, anche in alcune province della Toscana.
Secondo i magistrati della Dda, i mafiosi, insieme a decine di gregari, stavano tentando di ricostruire il progetto più abizioso del boss latitante Matteo Messina Denaro di riportare in vita l'intera Cupola mafiosa. In passato la csiddetta Commissione provinciale, guidata da Totò Riina, ha deliberato i fatti di sangue più tragici nella storia di Cosa nostra ed è l'organismo deputato a prendere le decisioni più importanti. Tra i reati contestati, oltre all'associazione per delinquere di stampo mafioso, anche quelli di estorsione, traffico di armi e traffico internazionale di stupefacenti.
L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, e dai sostituti della Dda Maurizio De Lucia, Marzia Sabella, Roberta Buzzolani e Francesco Del Bene, ha subito nelle ultime settimane un'accelerazione a causa del timore di una possibile fuga di alcuni degli indagati e per evitare un omicidio, già progettato. L'inchiesta ha permesso anche di registrare "un'aspra e pericolosa contrapposizione" all'interno di Cosa nostra sulla nomina del futuro capo.
16/12/2008