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L'Islam ha un nuovo eroe. Il reporter Mountazer Al Zaidi, l'uomo che ha lanciato le scarpe contro il presidente George W. Bush è celebrato in tutto il mondo musulmano come il simbolo della rivolta contro l'imperialismo americano.
Un gesto che, secondo la tradizione araba, equivale al massimo disprezzo. Un gesto che, sebbene fallito il bersaglio, per la prontezza di riflessi di quel vecchio giocatore di football che è Bush, ha egualmente ottenuto un successo, forse insperato. Il presidente Bush ha definito l'incidente,come un «episodio bizzarro».
L'«impresa» ha beffato la security Usa e irachena. Le immagini hanno fatto il giro del mondo.
E su Youtube.com i contatti hanno quasi raggiunto il milione in poche ore. Il Consiglio degli ulema sunniti ha definito il gesto «un momento storico», un modo per mostrare agli Stati Uniti e a tutto il mondo «quello che gli iracheni pensano dell'occupazione». Secondo l'agenzia irachena Ina, che ha una posizione critica del governo di Baghdad, in molti nel paese celebrano «la coraggiosa azione» di Mountazer Al Zaidi. Un'associazione benefica presieduta dalla figlia del leader libico Muammar Gheddafi, Aicha, dedicherà addirittura una onorificenza al giornalista iracheno. In un comunicato distribuito ai giornalisti, l'associazione annuncia di aver deciso di attribuire «l'ordine del coraggio» a Muntazer Al Zaidi, che «lanciando le sue scarpe in faccia al presidente americano ha detto chiaramente no alla violazione dei diritti dell'uomo».
Il reporter l'anno scorso è stato rapito da miliziani sciiti e poi rilasciato. Al momento dell'arresto, molto concitato, che ha visto il coinvolgimento anche di Dana Perino, la portavoce della Casa Bianca, Zaidi ha detto di provare rabbia nei confronti di Bush per le migliaia di iracheni morti dall'invasione nel 2003 delle forze guidate dagli Usa. Nel lanciare la scarpa il giornalista ha gridato a Bush «questo è un addio dal popolo iracheno, cane». L'uomo adesso rischia sette anni di carcere.
Il canale televisivo indipendente per cui lavora, al Baghdadiya television, ha chiesto il suo rilascio, mentre manifestazioni in suo sostegno sono state organizzate anche a Sadr City a Baghdad, a Bassora, roccaforte meridionale sciita, e nella città santa di Najaf, dove alcuni dimostranti hanno lanciato scarpe contro un convoglio Usa.
Maurizio Piccirilli
16/12/2008