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Non protessero adeguatamente la Base Maestrale, il quartier generale dei carabinieri a Nassiriya devastato dall'attentato del 12 novembre 2003 (19 italiani morti).
Con questa motivazione il pm - nel corso del processo davanti al gup militare di Roma - ha chiesto ieri la condanna per due generali dell'esercito, Vincenzo Lops e Bruno Stano, che si sono avvicendati al comando del contingente italiano in Iraq. Per il generale Lops la richiesta è di 10 mesi di reclusione, mentre per il generale Stano di 12 mesi. Per il colonnello Georg Di Pauli, comandante dell'Unità specializzata multinazionale dei carabinieri che aveva il proprio quartier generale a base Maestrale, è stato invece chiesto il rinvio a giudizio. Lops e Stano hanno chiesto e ottenuto di essere processati con il giudizio abbreviato, mentre Di Pauli con quello ordinario.
La decisione del gup è attesa tra una ventina di giorni, dopo le arringhe delle difese. Le numerose parti civili che si sono costituite in giudizio hanno chiesto un risarcimento complessivo di diversi milioni di euro.
«Documenti ufficiali del Sismi - ha commentato l'avvocato Francesca Conte, che rappresenta le famiglie di 10 vittime - parlavano di giorno del terrore tra il 10 e 14 novembre, proprio contro il contingente Msu. E a fronte di queste minacce il dispositivo di difesa era assolutamente inadeguato, come riferito anche da tantissimi testimoni».
04/12/2008