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Mali di stagione Attenzione a non confonderli con l'influenza Sono virali, circolano nelle aule dell'asilo, non si curano con antibatterici

Occhio ai piccini

Giancarlo Calzolari



Piccole porzioni di verdure fresche, prima dei pasti, ai nostri piccoli, con la speranza di aumentare la loro reattività immunitaria. Conosciamo tutti il calvario che i bambini, specialmente quelli sotto i tre anni, affrontano nei mesi invernali, autentiche forche caudine dell'esperienza genitoriale.


Nella prima parte dell'inverno il grande nemico è costituito dalle cosiddette malattie simil - influenzali causate, in massima parte, da virus difficili e insidiosi da combattere. Superato lo scoglio del Natale, cominciano le difficoltà dell'influenza vera e propria. «Il problema è dovuto al fatto che i bambini, specialmente quelli sotto i tre anni - dice il dr Antonio Palma, Coordinatore della Commissione per la Qualità delle cure della Società Italiana di Pediatria - possiedono un sistema immunitario completamente vergine, che non conosce i virus e i germi della nostra società e, di conseguenza, è caratterizzato da una fisiologica immaturità. Questa mancanza di conoscenza delle malattie è assolutamente normale e, per certi versi, è necessaria. La causa di queste patologie della brutta stagione è dovuta a virus nella stragrande maggioranza dei casi (si parla addirittura dell'ottanta per cento). Si stima che in Italia il 6 per cento dei bambini in età pre-scolare abbia infezioni respiratorie ricorrenti. I fattori di rischio sono di tipo ambientale (fumo passivo, inquinamento, e socializzazione precoce).
Non si condannano certo gli asili ma è importante ricordare che per i più piccoli è importante vivere più tempo possibile in ambienti salutari dove le infezioni siano minime. Non è il freddo ambientale a causare le patologie, ma i virus. Se l'insorgenza delle infezioni coincide con l'inserimento all'asilo, è da prendere in considerazione una sospensione della frequenza per qualche tempo, per permettere alle difese immunitarie di adeguarsi ai germi della comunità infantile». Notevole infine l'importanza dei vaccini. Quelli contro la pertosse hanno debellato in Italia le complicanze respiratorie tipiche di questa malattia. Utile nella prevenzione di polmoniti e otiti batteriche si rivela il vaccino anti-pneumococco; studi recenti hanno mostrato che la vaccinazione su larga scala riduce del settantadue per cento i casi di polmonite pneumococcica e del ventotto di otite media acuta. «Un discorso a parte merita invece - continua Palma - il vaccino contro l'influenza su cui è ancora in corso un dibattito scientifico. Troppe domande, infatti, non hanno ancora ricevuto una risposta adeguata».
Il consiglio sull'alimentazione ci viene da uno specialista in allergologia il dott. Attilio Speciani di Milano secondo cui i bambini dovrebbero abituarsi a mangiare, prima dei pasti, qualcosa di "vivo, fresco e colorato" in modo da abituarsi a un rapporto continuo con un'alimentazione più naturale possibile.
Sappiamo, infatti, che un generico "mangia più frutta" serve quasi a nulla, specialmente quando la mamma o il papà non mangiano vegetali in genere, magari da anni. È indispensabile, invece, fornire una motivazione al bambino con l'assunzione anche di piccole quantità di verdure o di frutta, prima di iniziare il pranzo o la cena, in modo da stimolare il sistema immunitario intestinale nel modo corretto e, di conseguenza, abituare il piccolo a una tavola dove i cibi preconfezionati siano ridotti alle giuste proporzioni. In pratica una estensione della "dieta scarlatta", basata su vegetali colorati, consigliata a tutti.

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28/11/2008










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