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Cibo e chimere

Il diritto alla garanzia del mangiar sano
Occhio all'etichetta


Affascinati dalle novità in campo alimentare, i consumatori sono sempre più attenti a soddisfare il palato mangiando in sicurezza, visto lo shock procurato dai recenti scandali. Le aziende rispondono con prodotti all'insegna di uno stile di vita sano ed equilibrato.

Così, spesso si parla di alimenti "funzionali", di cibi aventi l'attitudine, associata alla loro composizione, di apportare un beneficio ulteriore all'organismo secondo l'uso e le quantità consigliati. Ma i messaggi sugli effetti non devono divenire strumento di persuasione né deviare il consumatore da un regime alimentare vario e bilanciato. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato è intervenuta contro alcuni grandi nomi dell'industria alimentare, spesso su segnalazione dell'Unione Nazionale Consumatori. L'Europa è intervenuta sul tema per disciplinare gli "slogan salutistici" statuendo, con il Regolamento n. 1924/2006 (in vigore dal 1.07.2007), che le indicazioni possono essere utilizzate solo laddove: gli effetti benefici reclamizzati abbiano un riscontro scientifico generalmente accettato; la sostanza di cui viene fatta menzione dev'essere presente in quantità significativa o tale da produrre l'effetto indicato; l'affermazione pubblicitaria deve risultare chiara per il consumatore medio e le indicazioni nutrizionali non devono lasciar intendere che una dieta equilibrata e varia non possa fornire in adeguate quantità tutte le sostanze nutritive. Secondo una recente indagine dell'Efsa (l'Autorità per la sicurezza alimentare) risulterebbe che il 90% delle etichette è ancora fuorilegge! Ad oggi non resta che augurarsi, considerato che le norme per una informazione leale e trasparente ci sono, che queste diventino diritto "vivente" al più presto.
E.P.

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27/11/2008










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