Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

La corte d'Assise accoglie la richiesta del Pm

Strage di Erba, ergastolo per i Romano

I giudici della Corte d'Assise di Como dopo sette ore di Camera di Consiglio hanno espresso il loro verdetto:  «In nome del popolo italiano questa Corte riconosce colpevoli dei reati loro ascritti e si condannano alla pena dell'ergastolo...».

Olindo Romano e Rosa Bazzi Olindo Romano e Rosa Bazzi, la sera dell'11 dicembre 2006 hanno ucciso i vicini di casa Raffaella Castagna, Valeria Cherubini, il piccolo Youssef e la sua nonna Paola Galli. E sono colpevoli anche di aver attentato alla vita di Mario Frigerio, l'unico superstite di quella che è ormai nota come la strage di Erba. La Corte d'Assise di Como ha accolto integralmente le richieste del pm Massimo Astori: ergastolo e isolamento diurno per tre anni. I giudici hanno disposto anche che i coniugi risarciscano, a titolo provvisorio, 300mila euro a Mario Frigerio, 100 mila euro a testa ai figli Elena e Andrea. E come risarcimento immediato, sempre a titolo provvisionale, 60mila euro a Azouz Marzouk e di 10mila euro ciascuno ai suoi genitori, residenti in Tunisia.


I due imputati non erano in aula. Erano stati allontanati in mattinata subito dopo che i giudici popolari e togati si sono ritirati in Camera di Consiglio. Un silenzio di tomba ha accompagnato la lettura della sentenza. Poi è partito un lungo applauso. «Giustizia è fatta ma la pace per noi è lontana» ha detto, con il volto rigato dalle lacrime, Andrea Frigerio, figlio del sopravvissuto Mario che nella mattanza ha perso la madre Valeria Cherubini. Mario Frigerio ha ricevuto la notizia per telefono: «Ora li devono separare per sempre» ha detto. Carlo Castagna, marito, padre e nonno delle altre vittime, ieri mattina davanti alle esternazioni di Olindo Romano che si proclamava innocente ed esprimeva un «sincero dispiacere» aveva urlato: «Assassini!». Dopo la sentenza Castagna con la voce rotta dal pianto ha avuto parole di speranza: «Spero che trovino il pentimento per loro stessi. Il perdono puo aiutare il cristiano, colui che nel dolore è stato atrocemente colpito e se io e i miei figli ce l'abbiamo fatta in questi anni ad andare avanti è stato grazie alla fede».

Testa incassata nelle spalle, sguardo tagliente: Azouz Marzouk ha trattenuto con orgoglio le lacrime. Per tutta l'udienza, in attesa della sentenza, il marito di Raffaella e padre di Youssef ha tenuto in mano due rose bianche. «Sono per i miei cari, ora potranno riposare in pace» ha detto una volta pronunciata la sentenza. «Avvocato, ergastolo vuol dire per tutta la vita?» aveva chiesto al suo legale Tropenscovino. E, alla risposta positiva Azouz ha ripetuto più volte le parole «per tutta la vita» nella sua lingua. I legali della coppia Romano faranno ricorso in Corte d'Appello. Bordeaux, Schembri e il principe del foro comasco Enzo Pacia che avevano sostenuto l'innocenza piena dei loro assistiti e, semmai, la necessità di sottoporli a una perizia psichiatrica si sono ritrovati in un bar vicino al Tribunale a commentare la sentenza, guardando i tg: «Era una sentenza già scritta, inutile prendersi in giro» A loro il rappresentante dell'accusa ha ribattuto: «È stata scritta qui dentro e le motivazioni verranno depositate il 24 febbraio». Soddisfatto pure il procuratore Alessandro Lodolini che ha coordinato i magistrati impegnati nella ricerca della verità. «Quello di oggi - ha commentato a caldo - è il risultato di un lavoro di equipe, di magistrati che hanno lavorato giorno e notte a questa indagine. Non ha vinto nessuno, se non la giustizia».

Vai alla homepage

Natalia Poggi

27/11/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro