Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA

40 euro al mese per 1.300.000 persone

Il governo presenta la social card per le famiglie in difficoltà

Giulio Tremonti ha annunciato che e' in arrivo per 1 milione e 300 mila persone la cosiddetta social card, una carta acquisti da 40 euro mensili destinata ad anziani con piu' di 65 anni e alle famiglie con i bambini piccoli. 

Il governo presenta la social card Saranno circa 1.300.000 persone a beneficiare della social card. Per richiederla bisogna essere cittadini italiani residenti nel Paese con oltre 65 anni di eta' (la platea stimata e di circa un milione di persone) o con figli sotto i tre anni (circa 300.000 persone potenzialmente interessate). Piu' nel dettaglio, potranno accedere ai benefici, gli anziani di eta' compresa tra i 65 e i 69 anni con redditi fino a 6.000 euro l'anno; gli ultra-settantenni con redditi o pensioni fino a 8.000 euro l'anno.

Chi la ricevera' entro il 31 dicembre avra' gia' un credito di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. I limiti di reddito per avere diritto alla social card variano a seconda della situazione Isee: 6mila euro annui e' la quota standard; 8mila euro per chi ha piu' di 70 anni; 9420 euro per chi e' in affitto e ha un coniuge.


I richiedenti dovranno essere proprietari di una sola casa e una sola auto (due per le famiglie con figli piccoli) e titolari di una sola utenza elettrica e di una sola utenza del gas (due per le famiglie). Inoltre non dovranno possedere piu' di 15.000 euro di risparmi. L'indicatore Isee della situazione economica complessiva della famiglia non potra' essere superiore a 6.000 euro.

I negozi alimentari aggiungeranno alla quota della social card uno sconto del 5%, che in futuro potrà anche salire. «Per ora lo sconto rimane, ahinoi, al 5%. Ma speriamo che possa salire», ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, spiegando che questi acquisti vengono considerati come «una spesa addizionale» che, quindi, altrimenti non sarebbe stata fatta. «Questo - ha aggiunto il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi - non impedisce al singolo negozio e supermercato di fare di più».
 

Vai alla homepage

26/11/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro