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Se si volesse intervenire in tutte le scuole del paese servirebbero 13 miliardi di euro per la loro ristrutturazione e messa a norma. È uno sforzo «economico non indifferente, di una somma difficilemnte sostenibile».
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Per gli interventi più urgenti il fabbisogno sarebbe di 4 miliardi. Invece il governo ha pronti 75 milioni per interventi sulle 100 scuole considerate più a rischio anche perchè situate in zone altamente sismiche. È il quadro sulla situazione degli edifici scolastici nel nostro paese tracciato dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso alla Camera. «Le scuole italiane andrebbero sistematicamente sottoposte a interventi strutturali di manutenzione straordinaria. Inoltre va eliminata la vergogna della proroga della legge 626 (ovvero la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro n.d.r.) nelle scuole» ha detto Bertolaso.
Proroghe, sia chiaro, dettate solo «da gravi carenze economiche» accettate all'unanimità dalle strutture centrali e enti locali. «Lo dobbiamo ai bambini di San Giuliano, a Vito, ai genitori - ha aggiunto - Abbiamo tutte le capacità per farlo e credo che nessuno di noi voglia o possa distrarsi, perdendo un'occasione importante che i nostri ragazzi non capirebbero e per la quale non ci perdonerebbero».
Il capo della Protezione Civile è tornato anche sul crollo del controsoffitto al liceo Darwin di Rivoli che ha ucciso Vito Scafidi, 16 anni, e ferito gravemente un suo compagno. «Non è stato un cedimento strutturale» ha detto il sottosegretario Bertolaso. Dalle prime verifiche sembra che il crollo sia stato «causato dal cedimento del controsoffitto ancorato a un solaio della struttura di copertura, del peso di 100-150 kg per metro quadrato». È ipotizzabile «un cedimento di elementi non strutturali, fragili e agganciati in modo precario». Quella del liceo scientifico di Rivoli «non è una situazione episodica nelle scuole italiane d'epoca». Ecco perchè le scuole «andrebbero sottoposte regolarmente a manutenzione ordinaria e straordinaria» eliminando ad esempio i controsoffitti pesanti, soprattutto nelle zone «sismiche».
In tutto, ha quantificato Bertolaso, «le scuole pubbliche italiane sono 42mila, per un totale di studenti di poco inferiore agli 8 milioni». A queste si aggiungono 14.800 scuole private: 57 mila scuole esistenti nel Paese. Per la messa in sicurezza delle prime cento scuole, dunque, «c'è la disponibilità immediata di fondi straordinari pari a 75 milioni di euro». La ripartizione sarà effettuata «sulla base dell'indicatore di rischio sismico».
Bertolaso ha pure tracciato il mosaico dei finanziamenti per la messa in sicurezza delle scuole. Vi sono quelli disposti dalla legge n. 23 del 1996, «che ha assegnato per il triennio 2007-2009 pari a 250 milioni di euro, importo integrato con altri investimenti complessivi per 940 milioni». Sono già stati attivati i piani del 2007 per 184 milioni di euro e anche quelli del 2008 per circa 300 milioni di euro.
C'è poi il piano straordinario previsto dalla legge del 2002. È una legge che nasce dopo la tragedia di San Giuliano di Puglia. «Al momento» ha detto Bertolaso «è stato formulato un piano generale pari a 4 miliardi di euro e sono stati avviati i primi due piani stralcio». La legge 169 del 2008 ha previsto, ha continuato Bertolaso, «riserva a regime, e quindi stabile, del 5 per cento delle risorse che vengono assegnate per le infrastrutture strategiche».
Natalia Poggi
26/11/2008