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Sembra un po' un sogno quello del ministro dell'economia. Il sogno di chi vorrebbe sottrarre almeno le politiche per uscire dalla crisi alla lotta politica esclusivamente distruttiva. Barack Obama ha chiamato a scendere in campo le migliori menti d'America.
Qui dovremmo almeno riuscire a evitare che un bel gruppo di menti si spremano non per aiutare ma per danneggiare.
Una parte del sindacato lo ha capito. La Cisl certamente e anche la Uil. La Cgil sembra più confusa. Con uno sciopero generale proclamato in solitudine e al quale forse ora non si sa più che significato dare. Il mondo imprenditoriale si dice pronto a fare la sua parte. Alle banche si chiede di non tirarsi indietro proprio ora.
Rispondere a questo appello in senso positivo non significherebbe necessariamente trasformarsi in sostenitori, neanche indiretti, di Tremonti e del governo.
È una mossa che conviene a tutti. Un po' di coraggio politico verrebbe remunerato con un ricco interesse, con la possibilità di trasformare il male in miele, se vogliamo utilizzare le parole evocative di Tremonti. Da una crisi di sfiducia si esce tutti insieme e grazie alla forza di fare qualche concessione. Il sindacato potrebbe limitare la conflittualità, anche perché gli ultimi risultati contrattuali non sembrano giustificare una stagione di scioperi duri.
La politica potrebbe almeno tentare una moratoria degli attacchi strumentali. I cittadini, infine, sono i più importanti protagonisti di questa vicenda: i liberi e forti sono loro.
Giuseppe De Filippi
25/11/2008