Se si pensa ai Caraibi viene in mente il sole, il mare, la musica, i colori vivaci dell'estate. Trasportato tutto questo a tavola esce fuori un mix di sapori speziati e di profumi intensi, tipici della cucina di quei paesi sudamericani che si affacciano sul mar dei Caraibi. Una cucina che viene anche definita «creola» per esprimere la fusione delle abitudini gastronomiche europee, indigene e soprattutto africane. C'è il «pabellon criollo», riso, fagioli neri e manzo, piatto nazionale del Venezuela, e tutto un fiorire di pietanze dai nomi esotici: «los patacones pisaos», «los fijoles refritos», «los pasteles», «el aroz de mariscos», «empanadas criollas».
E poi i dolci, le bevande, i cocktail. Dire Caraibi a tavola significa immergersi nella cultura di diversi paesi ognuno con il suo piatto tipico, il suo modo per cucinarlo, le sue ricette. Così come differenti sono gli ingredienti usati o le spezie aggiunte. La cucina caraibica racchiude infatti al suo interno ingredienti e metodi di preparazione piuttosto vari e propri di culture e strati sociali che conducevano stili di vita assai diversi. Vi si riconoscono ingredienti tipicamente poveri, quali il riso, il mais, fagioli ed altri legumi, pollame e carne di maiale, pesce, frutta e verdura autoctone, accompagnati da alimenti generalmente più costosi come farine di grano, carne di manzo, crostacei e condimenti importati. Può piacere o no, ma in Italia la cucina caraibica ha iniziato già da qualche anno a dettare mode e tendenze e si è diffusa nei locali e ristoranti dove sempre più spesso ad accompagnare i piatti a tavola c'è la musica, lo spettacolo di ballerini danzanti, l'allegria dei colori di tovaglie e piatti. A Roma nel quartiere Testaccio è un fiorire di locali che richiamano le atmosfere caraibiche. A cominciare dal «Charro Caffè», al «Crazy Bul» a Ponte Milvio, al «Cucaramacara», a Montesacro. Poi c'è il ben noto locale «Charreada» a piazza dei Quiriti, per gli amanti della musica messicana e della cucina a base di manzo, pollo e formaggio con riso e fagioli. Milano non è da meno per la varietà di locali dalle atmosfere esotiche. Il «Papers and Beer», tra questi, si trova a Corso Italia: suggestivo l'ambiente variopinto ed informale dove palme, noci di cocco e simpatici oggetti di arredamento fanno da cornice ad una cucina fortemente speziata. Se invece si vuole assaggiare la tipica cucina cubana, allora nel capoluogo meneghino non può mancare una sosta a «La Bodeguita del Medio», in via Col di Lana. Il sabato sera sono di scena i concerti di musica cubana dal vivo. Cercare, invece, il caraibico a Firenze significa approdare in un ristorante davvero caratteristico: il «Lobs Fisch Restaurant», in zona San Lorenzo. Tutto mare, con primi gustosi, tra i quali gli spaghetti alla Nettuno con un misto di molluschi e crostacei, crudité di mare, in un ambiente dove predomina il legno. «Il Paldar», a via Bracciolini, sempre a Firenze, è invece la patria della cucina tipica africana e caraibica, con piatti cucinati da cuoche locali.
Difficile riproporre tutto questo tra le mura di casa nostra. Ma ci si può provare addobbando la tavola con i colori più diversi e sgargianti e non facendo mai mancare la musica che spinge ad un certo punto della cena ad alzarsi e ballare. Quanto alla cucina, centinaia le ricette e i piatti caraibici. Siti Internet preziosi in tal senso sono ricettedalmondo.it; viaggicaraibici.com, con una sessione dedicata per intero alla cucina; kitchens.it e vacanzacaraibi.com, dove si possono trovare una serie di ricette tipiche.
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23/11/2008