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Dire che, all'intorno, c'è angoscia mi sembra francamente ...

Dire che, all'intorno, c'è angoscia mi sembra francamente esagerato. Certamente comincia a esserci preoccupazione e un po' di sconcerto. La gente attende di conoscere come andrà la campagna natalizia per verificare l'andamento dei consumi. Ed è paradossale che, nell'epoca del consumismo, ci si interroghi su questo argomento.

Paradossale, ma vero, se si considera che l'euro di metallo (ahimè non di carta) sta riacquistando, nel borsellino, quel valore che sembrava perso. Un ritorno al valore delle cose non guasta, ma questo fenomeno deve soltanto ricordare che sprechi non vanno fatti. O almeno vanno ridotti.
L'Italia, e non è una novità, è il paese dei campanili, è il paese delle dispute e di tanti diversi modi di pensare. Abbiamo diverse anime e diverse maniere di vita e difficilmente ci mettiamo d'accordo. Ovvero i più la pensano in un certo modo ma una sbracata e chiassosa minoranza, amplificata dai media e dalla Tv, prevarica con argomenti, che poco hanno a che fare con la tutela democratica, una opinione pubblica che avverte un cambiamento, nel peggio, del modo di vivere. I governi mondiali si sono riuniti per trovare soluzioni a supporto di un trend economico in discesa. E, anche il nostro governo sta attuando misure di sostegno. Non ho nostalgia di sistemi che prevaricano la libertà degli individui ma ascoltando in giro si avverte che la gente chiede concretezza. E la lotta agli sprechi ne è sicuramente la componente principale.
Come si evidenziano gli sprechi? Gettare cibo o materiale ancora buono è sicuramente uno spreco. Ma fingere di lavorare, l'essere fannulloni, pesare sui colleghi che si applicano con diligenza e sacrificio, come dobbiamo chiamare questi atteggiamenti? E cosa dire a chi difende i privilegi degli sprechi? La situazione potrebbe anche peggiorare ma intanto la possiamo migliorare con l'onestà che ciascuno di noi deve avere verso il prossimo. E, chi ha orecchi intenda. Il paese non è allo sfascio, anche se taluni ci stanno provando a portarlo. Il paese ha risorse per ripartire. Non turiamoci il naso, ma reagiamo lavorando, risparmiando e non sprecando. Solo così elimineremo quelle Cassandre buone soltanto a parlare e a non fare. Oggi, fare la Cassandra è facile perché le notizie che ci arrivano quotidianamente, non risolveranno un umore già depresso. La più grande banca americana la Citigroup ha annunciato 53.000 licenziamenti e la General Motors, una delle maggiori aziende automobilistiche mondiali è sull'orlo del fallimento.
Che dire? Non che stiamo meno peggio, ma che abbiamo fortunatamente una economia basata sul piccolo e bello. Diamo allora credito, in tutti i sensi, a queste imprese ossatura portante del nostro Paese che, ha nella famiglia, il suo atout principale.

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20/11/2008










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