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Brighi: "Con l'euforia-derby torneremo a volare"

Da panchinaro a titolare il passo non è stato così breve. Matteo Brighi ha atteso in silenzio il suo momento, perché per carattere non ama andare oltre le righe, ma ora che Spalletti ha deciso di puntare su di lui, non può che essere soddisfatto.

Anche se si toglie qualche sassolino dalle scarpe.
«C'è chi sa vendersi meglio di me, ma non è un problema. Io sono un tipo che parla poco e che sa stare al suo posto, ma credo che a lungo andare sono quelli come me che sono presi ad esempio. È da un anno e mezzo che sono a Roma e so che il mister ha avuto sempre stima nei miei confronti. Siamo professionisti e dobbiamo farci trovare pronti quando arriva la chiamata».


Non ama i paragoni anche se rivela. «Quando vengo accostato a Tommasi, penso sia un onore. Non ho potuto conoscerlo in campo, ma solo fuori. Lo reputo una grande persona. Il mio modello da ragazzo, anche se il ruolo è diverso, era Mancini».


Brighi non ha tradito le aspettative ed ora si gode il suo momento. «Il derby ha portato una certa euforia - ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport 24 - ma adesso dobbiamo dimostrare che è arrivata la svolta e cercare di recuperare punti in classifica dopo un inizio di campionato non esaltante. Nemmeno noi sappiamo spiegarci perché è stato difficile fare risultati».


La squadra si trova a guardare molte avversarie dal basso, visto che la zona retrocessione è più vicina dei posti d'onore. «Inutile parlare ora di quarto posto. Dobbiamo solo pensare a vincere e sperare di arrivare il più avanti possibile».


Sarà un caso, ma da quando Spalletti ha cambiato il modulo i giallorossi sembrano aver trovato l'equilibrio giusto. E Brighi si è assicurato una maglia da titolare. «Con questo assetto stiamo rendendo meglio, speriamo di riuscire a continuare così e lo dico sia dal punto di vista dei compagni e della società sia dal mio. In fondo con un centrocampista in più è più facile trovare spazio».


In molti lo vorrebbero alla corte di Lippi, ma per ora preferisce restare a guardare. «Non è il mio obiettivo principale, ma è chiaro che la Nazionale è il sogno di tutti. Al momento preferisco pensare a me stesso e alla Roma. Il ct sa fare il suo lavoro e se arriverà la convocazione sarà un qualcosa in più».


Nel frattempo si preoccupa vedere confermata la fiducia di Spalletti. «Quando la squadra non è andata bene è stato il primo ad essere messo sul banco degli imputati, ma lui ha continuato a lavorare tranquillamente anche durante il periodo negativo. In ogni caso ognuno di noi si sentiva responsabile di quello che ci stava accadendo».
Brighi riconosce i meriti del suo allenatore. «Di tecnici bravi ne ho avuti molti, da Prandelli a Guidolin, ma nella gestione del gruppo lui è il migliore». Si torna a pensare al campionato e al big match tra Inter e Juventus. «Difficile pronosticare il risultato. I nerazzurri hanno più singoli che possono risolvere l'incontro in qualsiasi momento. Tra tutti dico Ibrahimovic. I bianconeri sono più gruppo e non m ollano mai. Ci sono tutti gli ingredienti affinché sia una bella partita».
 

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Nathanya Di Porto

20/11/2008










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