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Eurispes-Telefono Azzurro
Il rapporto sui giovani italiani

Un bimbo su quattro vittima del bullismo

I ragazzi contro i ragazzi. La paura di essere picchiati, a volte addirittura rapiti. Rischiando di rinchiudersi dietro la virtuale compagnia di un videogioco. Il fenomeno del bullismo non si placa.

bullismo Oltre un quarto dei bambini, secondo il rapporto Eurispes-Telefono Azzurro, afferma di essere stato ripetutamente vittima di brutti scherzi, il 27,8%, a cuiseguono le provocazioni e le prese in giro (26,6%) e le offese immotivate (25,6%). E il dramma è che bullismo non vuol dire solo violenza fisica. Ma anche psicologica. Il 17,6% è stato continuamente escluso ed isolato dal gruppo. Nel 13,5% dei casi i bambini riferiscono di aver subito furti di oggetti o cibo (13,5%), percosse (11,5%), minacce (11,1%), ma anche furti di denaro (4,7%). Sono soprattutto i maschi ad aver subito ripetutamente minacce, percosse, provocazioni o prese in giro, brutti scherzi, offese immotivate, furti di oggetti. Le bambine invece si trovano con più frequenza a dover subire l'esclusione e isolamento dal gruppo (20,2% contro il 14,9%).


Il bullo è tra i coetanei. Nelle classi di qualsiasi scuola. Fra i bambini vittime di atti di bullismo la percentuale più elevata racconta di essere stata presa di mira da un bambino della sua età (17,8%); in altri casi è responsabile un ragazzo più grande (9,7%), un gruppo di maschi (6,2%) o una coetanea (5,3%). La percentuale sale con l'età: tra gli adolescenti oltre un terzo dei ragazzi intervistati afferma di aver assistito ad episodi di bullismo nella propria scuola.
Da qui ad analizzare le loro paure basta poco. La prima dei bambini italiani è di essere rapito. Il 22,6 per cento degli intervistati si è detto terrorizzato dal rapimento, il 16,3 per cento ha paura di essere avvicinato da sconosciuti, il 16,2% di essere coinvolto in attentati terroristici, il 13,9% di perdersi, il 13,5% di assistere a scene violente, il 12,6% di rimanere solo in casa e di essere picchiato da coetanei.


Tra i «pericoli» vissuti, il 39,2% non si è sentito al sicuro andando in giro per la città, il 23,8% restando a casa, il 10,1% a scuola, il 4,8% si è sentito in pericolo navigando in Internet. I genitori, è certo, rimangono i principali punti di riferimento nelle situazioni di emergenza, anche se buona parte di loro cerca di conservato il segreto rispetto ad alcuni episodi. Tanto che nel 9,5% dei casi i ragazzi hanno preferito contare sulle proprie forze, difendendosi da soli. Solo una minoranza - il 3,2% - in caso di pericolo ha chiamato un numero di emergenza.
Per quanto riguarda gli adolescenti, la paura più frequente è quella di essere vittima di violenze sessuali (17%), seguita dal timore di essere importunati da sconosciuti (11%) e di essere rapiti (9,7%). Ma tutto sommato vivono tranquilli: la maggioranza degli adolescenti riferisce di non essersi mai sentita in pericolo (51,6%).
I dati Eurispes-Telefono Azzurro evidenziano, contemporaneamente ai dati allarmanti sul bullismo, un uso sproporzionato di videogiochi pericolosi, sempre più spesso tra le mani dei bambini. Sono, soprattutto, i maschi ad affermare di avere trascorso il proprio tempo con videogiochi non adatti alla loro età (64,2% dei maschi contro il 31,6% delle femmine).


I piccoli sono per lo più consapevoli del fatto che i videogiochi violenti non sono adatti per loro mentre il 22,4% li reputa divertenti. Un bambino su cinque afferma che giocare con videogiochi violenti porta a comportarsi in modo violento. Segue il gruppo di quanti sostengono che i videogiochi violenti servano per scaricare la rabbia (8,5%) mentre il 4,8% ritiene che facciano provare un senso di forza e potenza.

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Fabio Perugia

19/11/2008










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