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l'editoriale

Meno imposte per investire nel futuro

Con la crisi che sta contagiando l'economia produttiva, mentre larga parte dell'Europa e lo stesso Giappone sono già in recessione, i responsabili delle venti maggiori economie riuniti a Washington hanno deciso di puntare su più spesa pubblica e più Stato.

Sia però consentito di esprimere forti dubbi su questa scelta, condivisa dai leader di mezzo mondo: quale che sia il loro orientamento ideologico. Ovunque, ma in particolare in Italia, ci sarebbe invece bisogno di un'iniezione di fiducia nel dinamismo della società: nella voglia di fare dei giovani, nel desiderio di tornare a investire da parte delle imprese, nell'ottimismo di chi sa che dopo una crisi ci può essere solo un nuovo rilancio.

Per tutte queste ragioni, sarebbe importante che i futuri programmi governativi abbattessero con decisione le imposte, anche a costo di rischiare più alti deficit. È infatti piuttosto agevole raddrizzare i conti pubblici se le aziende riprendono ad avere il vento nelle vele. Senza considerare che, al punto in cui siamo, una coraggiosa riduzione delle aliquote potrebbe essere accompagnata da maggiori entrate, dato che ai livelli attuali l'imposizione fiscale scoraggia investimenti ed iniziative. Andrebbe poi valutata l'opportunità, come ha proposto l'economista Piercamillo Falasca, di abolire gli aiuti al Sud e compensare il tutto con un'esenzione decennale di Ires e Irap: al fine di dare una mano a chi produce davvero. Meno tasse significa dare fiducia alla società: bisognerebbe tenerlo
presente

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Carlo Lottieri

18/11/2008

  • 19/11/2008 07:39 Ruggero
    Sono d'accordo su quanto proposto. Mi chiedo, però come la mettiamo con i Patto di stabilità fissato al 3% se abbassiamo le imposte anche a rischio di un più alto deficit? e, poi, non riesco a spiegarmi mai come intervistate tante donne ai mercati, donne in pelliccia ed ingioiellate che dicono di prendere una pensione minima e che non riescono andare avanti, dovendo pagare affitto, luce, gas, telefono, cellulare, auto....Mi sembra che ci siano tante falsità in giro. Ma perchè le banche e le Poste sono piene di soldi. di chi sono? dei ricchi soltanto? o di altri? Ruggero
  • 18/11/2008 19:25 Federico
    Sono davvero d'accordo. Meno tasse sarebbe la ricetta giusta, anche a costo di avere un po' di deficit: e speriamo che Tremonti lo capisca alla svelta! Se poi si tagliasse pure la spesa, tanto meglio! a nel frattempo bisogna evitare che l'operazione riesca e il paziente (noi) muoia. Grazie ancora per l'eccezionale, al solito!, chiarezza dei concetti. Vittorio
  • 18/11/2008 16:26 antonio menna
    Grazie per le parole chiare che ha usato, per tradurre i sentimenti e le idee concrete di chi vive di solo lavoro, ha figli in cerca di occupazione, paga l'affitto e vive di angosce e di paure, che così, se permette aumentano, mentre si riduce la domanda interna e l'ex classe media, si avvicina sempre più ai nuovi poveri. Il divario fra ricchi e povera gente è solo aumentato del 30%, altro che forbice ed ottimismo! antonio menna roma
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