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Da quando è scoppiata la cosiddetta bolla finanziaria ed è ...

Da quando è scoppiata la cosiddetta bolla finanziaria ed è andato in crisi il mercato finanziario la stampa ed in particolare i quotidiani economici dedicano ampio spazio al tema della responsabilità sociale delle aziende in genere e di quelle finanziarie in particolare.

Come è noto, con tale concetto si intende indicare la capacità delle imprese di assumere un comportamento etico nei confronti dei propri stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti, fornitori, concorrenti, azionisti, risparmiatori e collettività). Si tratta di una tematica di attualità che si rivolge anche alla tutela dell'ambiente, alla quale l'Unione Europea attribuisce grande importanza.
In effetti, il successo di un'impresa è strettamente conseguente alla sua capacità di stabilire relazioni positive con soggetti esterni (fornitori, finanziatori, risorse umane, membri della comunità in generale), a partire da quelli che sono collocati nel suo stesso contesto geografico. La disponibilità di questi ultimi a mettere le proprie risorse a disposizione dell'impresa è sempre più influenzata anche dai valori che ne guidano gli orientamenti strategici e i comportamenti operativi.
Si è constatato inoltre che l'etica della responsabilità non è in contrasto con il profitto. Anzi un'impresa ben funzionante può esistere e svilupparsi proprio quando la maggior parte degli agenti economici si comporta conformemente all'etica del mercato sostenibile.
E questo perché «quando un'azienda produce profitto significa che i fattori produttivi sono stati adeguatamente impiegati ed i corrispettivi bisogni umani debitamente soddisfatti». (cfr. Card. Dionigi Tettamanzi, Orientamenti morali dell'operare nel credito e nella finanza).
Inoltre «Al profitto si può e si deve attribuire anche un significato etico» perché «ogni impresa nasce da un capitale, frutto di passato lavoro» e appresta nuovo capitale per nuovo lavoro, che resta sempre il frutto e l'espressione più alta della spiritualità, dell'intelligenza e delle potenzialità dell'uomo.
Il profitto rappresenta, dunque, un segnale indicatore importante ma la sua credibilità e il suo apprezzamento saranno maggiori se conseguiti «con strategie di impresa... costruite attorno a valori e a idealità fondate sulla consapevolezza del ruolo e della responsabilità anche sociale e civile che deve qualificare il soggetto impresa» in modo da «trasformare l'attività finanziaria da semplice scambio economico... in una rete di relazioni finalizzate all'uomo», per favorire un utilizzo delle risorse al servizio soprattutto delle persone e dei popoli meno privilegiati.
Il tema è stato ripreso anche da Marco Girardo (Criteri sostenibili per prevenire i crac), per il quale occorre promuovere la cultura della responsabilità sociale all'interno del mondo imprenditoriale. Una azienda che decide di rispettare standard etici rende disponibili e comunica parametri che non vengono considerati nell'analisi finanziaria tradizionale, ma che hanno comunque una relazione con la capacità di generare profitti.La riflessione che scaturisce dalle iniziative e dal dibattito in corso è che debba essere respinta l'idea erronea secondo la quale l'agire di impresa e obiettivi sociali inevitabilmente si trovano in obbligato conflitto.
Tuttavia, il problema e l'interrogativo oggi dominanti sono se la virtù può essere imposta e perciò se in materia di attività dell'impresa socialmente responsabile sia miglior politica codificare regole di diritto o se invece alla responsabilità sociale dell'impresa occorra riconoscere natura volontaria.
La posizione preferibile, fino a qualche tempo fa, sembrava essere quella che giudica improponibili normative con carattere di imperatività là dove si rende necessario lasciare spazio alla autonomia e alle libertà di impresa; tuttavia, oltre a poter essere utilmente sperimentate normative di incentivazione anche fiscale in questo campo, i rimedi non possono essere affidati alla sola autoregolamentazione dei soggetti.
Occorre, infatti, delineare un nuovo contesto normativo e un diverso e più efficace sistema di controlli che assicuri comportamenti più corretti e trasparenti nell'agire d'impresa, in genere, e di quella finanziaria, in particolare.

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18/11/2008










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