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Insieme contro la crisi

Obama: "Riforme con McCain". Ma sull'Iraq è scontro

Per mesi si sono attaccati a distanza da ogni angolo dell'America.  Ma due settimane dopo l'Election Day, è già tutta acqua passata.

McCain e Obama Per mesi si sono attaccati a distanza da ogni angolo dell'America. Per tre volte si sono confrontati in nervosi dibattiti televisivi, raramente guardandosi negli occhi. Ma due settimane dopo l'Election Day, è già tutta acqua passata. Sorridenti uno a fianco all'altro, il presidente eletto Barack Obama e il suo ex rivale John McCain si sono incontrati a Chicago per un dialogo su come «rimettere le cose a posto nel paese» e per lanciare «una nuova era di riforme» che cambi il clima a Washington.

La stretta di mano bipartisan è un altro passo di Obama sulla strada del coinvolgimento degli ex rivali nel compito di gestire l'agenda smisurata che il successore di George W.Bush si appresta ad affrontare dal 20 gennaio. Un gesto che segue l'incontro di giovedì scorso con Hillary Clinton, che sembra sempre più vicina a ottenere il posto di segretario di Stato. Non prima però che vengano sciolti i nodi legati alle molteplici iniziative internazionali del marito ex presidente Bill, che potrebbero essere motivo di incompatibilità.


Il clima tra Obama e McCain era tornato subito sereno la notte stessa delle elezioni, quando il repubblicano aveva fatto al vincitore una telefonata cortese e aveva avuto poi parole di ammirazione nel discorso della resa. Ora i due ex rivali hanno fatto un passo ulteriore, mostrando anche visivamente la disponibilità a collaborar. Obama e McCain si sono fatti ritrarre nell'ufficio di Chicago del presidente eletto seduti su poltrone color crema con l'immancabile bandiera a stelle e strisce in mezzo. La riunione, ha detto Obama, è stata concepita come «una buona conversazione su come possiamo lavorare insieme per mettere a posto le cose nel paese». In una dichiarazione congiunta alla fine dell'incontro, Obama e McCain si sono detti d'accordo sul bisogno «di lanciare una nuova era di riforme nella quale affrontare gli sprechi del governo e la dura divisione che esiste a Washington, per ristabilire la fiducia nel governo e riportare prosperità e opportunità a ogni famiglia americana che lavora duramente».


McCain si è detto disponibile ad aiutare l'amministrazione Obama: la sua fama di repubblicano aperto al dialogo con l'altra parte del Congresso può in effetti essere preziosa per il nuovo presidente su temi come l'energia, la lotta al riscaldamento globale, la riforma della sanità. Ma nel dialogo a porte chiuse a Chicago è probabile che l'ex candidato presidente abbia anche messo in guardia Obama dal non perseguire un ritiro troppo rapido delle truppe dall'Iraq, perché in quel caso si troverà ad avere il repubblicano «come serio critico sulla politica estera».

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18/11/2008










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