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Che fine ha fatto il governo ombra di Veltroni? Eppure questa sembrava essere la novità tanto sbandierata dal leader del Pd, quella di un confronto aperto con la maggioranza e i ministri di Berlusconi sui contenuti dei progetti dell'esecutivo.
Un governo ombra dovrebbe avere la capacità di contrapporre idee e programmi. Ma è questa la realtà? La scuola non ha bisogno di riforme? Potranno non piacere le proposte della Gelmini, ma la scelta non è stata quella di avanzare suggerimenti o ipotesi alternative. È stata quella di cavalcare la protesta. Così anche per l'Università dove le questioni aperte sono tante e talvolta contraddittorie.
E che dire dell'Alitalia? Se Air France non ha chiuso l'accordo è stato per i sindacati. La Cai non ha alternative, eppure la sinistra non scende in campo per contribuire a superare i problemi. Si contesta la linea economica di Tremonti, ma davanti alla crisi quale soluzione alternativa ha nel cassetto il governo ombra? L'importante sembra ora non lasciare a Di Pietro il monopolio dell'attacco al Premier. E per questo c'è la rincorsa della piazza. Quasi a voler dimostrare di esserci.
Ma di idee, nulla. Così anche per la lotta ai fannulloni. Tutti sappiamo che ci sono e offendono i tanti statali che lavorano. Ma si preferisce contestare Brunetta. Ognuno può fare il tipo di opposizione che vuole. Se la sinistra alle idee privilegia le manifestazioni, è libera di farlo. Forse è più facile, ma di certo non serve al Paese e ai lavoratori in un momento di profonda crisi.
Giuseppe Sanzotta
17/11/2008