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I Carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) hanno posto sotto sequestro il nuovo gassificatore della discarica di Malagrotta, a Roma.
I Carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) stamane hanno posto sotto sequestro il nuovo gassificatore della discarica di Malagrotta, a Roma. L'impianto era privo della certificazione di prevenzione incendi e non rispondeva ad altri requisiti di legge. L'inceneritore (definito tecnicamente ''gassificatore'') brucia il combustibile ottenuto dei rifiuti (il cdr) e produce energia. L'impianto doveva essere inaugurato dopodomani, 13 novembre, ma era di fatto gia' attivo
L'accesso all'impianto di Malagrotta sarà consentito «esclusivamente per terminare i lavori edili e per la messa in sicurezza dell'impianto».
Le aree sigillate dai militari del Noe rigiuardano l'area di massificazione della centrale di produzione dell'energia elettrica; i servizi ausiliari dove avviene il frazionamento dell'aria per la produzione di ossigeno; il deposito costituito da serbatoi fuori terra verticali dell'ossigeno liquido e dell'azoto liquido (dove c'è anche il gruppo elettrogeno alimentato a gasolio); l'area del trattamento delle acque reflue e del percolato. Nel mirino dei militari del Noe di Roma anche i materiali utilizzati per realizzare l'impianto che doveva essere inaugurato giovedì prossimo.
Violazione del decreto legislativo in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (dlgs 81/2008). Questa contestazione formulata nell'ambito dell'inchiesta che ha visto questa mattina il sequestro del gassificatore della discarica di Malagrotta. Due le persone che sono indagate nell'ambito di questa indagine. Si
tratta del presidente del Colari (Consorzio laziale rifiuti) che gestisce Malagrotta, Manlio Cerroni, e del responsabile dell'impianto Francesco Rando
Tra i motivi che hanno indotto i magistrati ad autorizzare il sequestro preventivo stamani del gassificatore dell'impianto di Malagrotta a Roma c'è la presenza in via di Malagrotta di una raffineria e di un deposito Gpl ritenuti troppo vicini al nuovo impianto
«A prescindere dall'azione da magistratura, ci vuole un grande cambiamento nella gestione dei rifiuti - ha aggiunto - e penso si debba uscire dalla logica dei monopoli privati e fare in modo che ci sia un sempre maggiore spazio per l'intervento pubblico, che garantisca non solo lo smaltimento dei rifiuti ma anche una gestione realmente moderna e adeguata». Rispondendo ad una domanda su eventuali problemi di raccolta sulle strade, il sindaco ha detto «che il sequestro non riguarda la discarica ma il gassificatore. Era un nuovo impianto che doveva partire».
11/11/2008