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Nato sulle ceneri del disastroso governo Prodi, l'attuale esecutivo ha dato nei primi sei mesi buona prova di sé, mostrando di saper mettere mano a svariate emergenze (rifiuti in Campania, Alitalia, crisi finanziaria) e coniugando le parole con i fatti.
Da qualche settimana però si fa avanti un clima più confuso, nel quale trovano spazio i primi accenni di polemiche interne (ministri contro ministri, presidenti contro presidenti), uniti ai primi segnali di flessione nei sondaggi (fisiologici, in verità).
Non giovano poi le polemiche sulla scuola (con una sinistra che ha scelto toni mai costruttivi) né qualche intemperanza verbale del presidente del Consiglio, cui non dovrebbe sfuggire la differenza tra gaffe e battuta di spirito.
Comunque le parole stanno a zero. Governare l'Italia è impresa difficile, ma questa maggioranza dispone delle energie e del programma utili allo scopo. Continuerà a trovare ostacoli sul suo cammino, ma deve insistere, dando ai cittadini la prova visibile degli sforzi compiuti (come in Campania).
Ecco perché ci pare il caso di sollecitare l'indicazione dei punti prioritari per i prossimi mesi. Dovevano essere giustizia e federalismo. È ancora così? Abbiamo qualche dubbio. Quella che è certa però è la necessità di fissare obiettivi semplici e compatibili con i conti del ministro Tremonti.
L'opposizione annaspa, la maggioranza eviti di perdersi nei pochi metri che separano Palazzo Chigi da Montecitorio.
Roberto Arditti
10/11/2008