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Vermicino, roma

Esplode una palazzina, muoiono due anziani

Una coppia di anziani ha perso la vita ieri mattina a Vermicino, località alle porte di Roma, in seguito ad una esplosione avvenuta nel loro villino su due piani al civico 16 di via della Cavona.

La morte di Evilio Caramoni di 82 anni e la moglie Bruna Radicioni di 78, originari di Ancona, è avvenuta a causa di una fuga di gas che ha innescato lo scoppio radendo al suolo l'abitazione.
Uno scenario di macerie che non ha risparmiato danneggiamenti alle palazzine vicine: il cancello piegato, serrature, infissi e minuscoli frammenti di mobilio volati a decine di metri di distanza da casa Caramoni. La prima chiamata di soccorso arriva al 115 e a precipitarsi sul luogo è il comandante dei vigili del fuoco Guido Parisi il quale esclude il principio d'incendio. Oltre ai 15 mezzi dei vigili del fuoco, sul luogo accorrono sei autoambulanze, la compagnia dei carabinieri di Frascati, la polizia locale e i volontari della protezione civile mentre la municipale provvede a deviare il traffico.

 Intensi momenti di incertezza hanno accompagnato il primo momento della ricerca dei superstiti tra le macerie in quanto i due anziani erano assistiti da una badante e di quest'ultima non vi era traccia. Poi la conferma, fortunatamente, ieri, la badante era di riposo. Il corpo della signora Bruna, il primo ad essere estratto, è stato trovato ancora nel letto, mentre quello di suo marito è stato rinvenuto nei pressi dell'ambiente della cucina. Sono stati attimi di estremo silenzio in uno scenario di caos e polvere quasi si stessero rivivendo i tragici momenti della perdita di Alfredino Rampi. Il pulviscolo ricopriva le divise dei soccorritori che continuavano, senza sosta, a scavare anche a mani nude tra le macerie. Sulla precisa dinamica dell'esplosione sono partite immediatamente le verifiche da parte della task force scientifica dei vigili del fuoco.

Il figlio dei coniugi Caramoni, Enrico, si stava recando sul posto per far visita ai genitori quando si è trovato davanti il tragico scenario. Lo sfogo di Enrico con un investigatore arriva a considerare l'ipotesi di un «gesto insano» probabilmente causato dall'estremo dolore mai superato dai genitori per la perdita della loro figlia, morta circa 20 anni fa in quella stessa abitazione, folgorata in bagno dall'asciugacapelli. Poi nel pomeriggio il figlio Enrico, tornato nella sua abitazione di Marino, si chiude comprensibilmente in se stesso: «Mi dispiace - dichiara - al momento non intendo rilasciare alcuna dichiarazione», le sue parole e poi il silenzio.
 

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Chiara Rai

10/11/2008










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