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Fra le diverse segnalazioni di persone in cerca di lavoro ...

Fra le diverse segnalazioni di persone in cerca di lavoro che denunciano le loro infauste esperienze, alcune sono perfettamente architettate, tanto che dietro ad un'offerta apparentemente interessante si cela una trappola organizzata nei minimi dettagli.


È il caso del raggiro arrecato ai danni del signor Carlo di Roma, che si è rivolto alla nostra Unione segnalando quanto gli è accaduto e chiedendoci aiuto. Nei dettagli, qualche mese fa ha trovato su un giornale un'inserzione per un lavoro a domicilio, nella quale veniva precisato che, per avere maggiori informazioni, era necessario contattare un apposito numero telefonico che veniva indicato nell'annuncio stesso.
Il signor Carlo si è precipitato ad effettuare la chiamata: dall'altra parte della cornetta la voce di una signorina cordiale e gentile lo ha invitato a chiamare un altro numero di telefono per avere notizie maggiormente dettagliate. Ancora una volta, il signor Carlo, convinto che si trattasse di una proposta seria, ha seguito le indicazioni date: ha dunque chiamato il nuovo numero, rimanendo in attesa per più di mezz'ora, ma senza ricevere alcuna risposta, a parte quella di una segreteria telefonica che ripeteva continuamente di attendere ancora per qualche minuto.
Alla fine, stanco di rimanere in linea, ha deciso di interrompere la "conversazione", pensando che probabilmente si era trattato solo di uno scherzo o comunque di un'offerta non troppo seria, ma senza rendersi conto del fatto che era rimasto vittima di una truffa vera e propria. Il mese dopo ha infatti ricevuto una bolletta telefonica salatissima in cui risultava una chiamata della durata di più di mezz'ora in Australia. Stupito della cosa, ha controllato il numero di telefono e ha verificato che (guarda caso) si trattava proprio di quello precedentemente contattato per la (falsa) offerta di lavoro. Solo allora ha capito di esser stato ingannato, senza però comprendere esattamente quale potesse essere stato il guadagno effettivo di chi aveva organizzato il raggiro. Apparentemente, infatti, è difficile capire per quale motivo si decide di architettare una tale messa in scena: se la compagnia telefonica può avere un tornaconto economico, cosa ci guadagna l'azienda? La risposta è semplice: stringe degli accordi con la compagnia stessa pattuendo che dovrà avere una percentuale (di solito il 15%) sulla telefonata fatta dal malcapitato di turno. Occhio, dunque, perché se si cade nella trappola, non solo non si trova lavoro, ma si perdono anche tempo e denaro!
S.G.

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23/10/2008










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