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Il libro di Bini Smaghi

La verità è dura da digerire ma la banca deve indietreggiare

È stato pubblicato dalla Rizzoli il saggio di economia, "Il paradosso dell'euro", di Lorenzo Bini Smaghi, esperto di finanza e commercio internazionale e componente del Comitato esecutivo della Bce. Il quesito che pone, assai garbatamente, il libro è il seguente: quale fondamento può avere la caduta d'entusiasmo sull'euro, dopo che la nuova moneta è stata salutata, fin dalla sua prima apparizione, circa dieci anni fa, con grande e motivato ottimismo?
Si manifesta subito giusta la valutazione dell'autore, secondo cui, grazie all'euro il nostro Paese è rimasto ai margini della recente bufera monetaria, causata dai mutui subprime ed, inoltre, appare esatta l'affermazione che la moneta europea ci ha preservato dalla perdurante inflazione e dalle cicliche crisi di bilancio dovute all'enorme debito pubblico accumulato a partire dagli anni '80.

Ma - attenzione! - in coincidenza con l'euro si è aperto anche il processo di globalizzazione e di liberalizzazione dei capitali nel mondo. E, come se non bastasse, «dunque, un errore - sostiene Bini Smaghi - ritenere che l'insoddisfazione del cittadino europeo possa dipendere solo dall'euro.
Ci sono state altre coincidenze e interconnessioni dietro la caduta d'entusiasmo: come l'innovazione tecnologica e l'incremento del commercio internazionale che hanno prodotto una redistribuzione del reddito sul piano mondiale ed impresso, altresì, una grandissima accelerazione alla finanza internazionale. Si aggiunga che l'euro, quale moneta forte e stabile, adottata, come si sa, con il Trattato di Maastricht, si è imbattuto pure nella crisi del dollaro e nella conseguente fibrillazione dei mercati finanziari asiatici. Se non che - continua a sostenere Bini Smaghi - contrariamente a ciò che la gente comune percepisce, l'euro è stato un formidabile strumento di stabilità e di protezione dall'inflazione. È in virtù dell'euro che si è avuta la nascita della Bce, che non è solo l'istituto di emissione in ambito europeo, ma anche una delle Banche più indipendenti al mondo.
Inoltre, è proprio grazie alla funzione di governo della moneta europea, affidata alla predetta BCE che l'euro è diventata la seconda moneta "di riserva", dopo il dollaro; sicchè, al pari del dollaro, può dirsi che "un euro è un euro!". Ho conosciuto personalmente l'autore del bellissimo saggio in commento e devo dire che di lui mi ha sempre colpito la specialissima capacità di sintesi e la dote di cogliere l'essenziale dei problemi in materia di economia internazionale. Dal suo libro, che reputo essere un rilevante contributo alla comprensione della moneta europea, ho potuto estrarne non poche "verità difficili", come quella deducibile dalla seguente proposizione: « È il sistema bancario, dunque, che deve fare qualche passo indietro, così ridando alle cose il loro giusto valore e il giusto prezzo.
* Vice Procuratore

Generale Corte dei Conti

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17/10/2008










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