Questo sarebbe il segnale più serio di una classe dirigente che, senza fare confusione di ruoli, sa mettere in agenda gli interessi nazionali prima che quelli del proprio partito.
Berlusconi tenga presente questa proposta, poiché essa è in assoluta sintonia con il suo ruolo di capo del governo di tutti gli italiani, cioè anche di quelli che non lo amano (per usare un eufemismo).
Accanto all'iniziativa del governo però ne dovrebbero giungere almeno due dalle opposizioni.
La prima (ecco la nostra seconda proposta) dovrebbe venire dal Partito Democratico, che per bocca del suo leader Walter Veltroni dovrebbe rinviare al prossimo anno la manifestazione del 25 ottobre. Personalità come D'Alema o Marini, forti degli incarichi ricoperti in passato, dovrebbero subito sostenere l'iniziativa del segretario, così come sarebbe utile facesse Romano Prodi. Non vi è alcun motivo di tenere una grande manifestazione contro il governo in questo momento, mentre è il tempo di lavorare a soluzioni durature e condivise.
La seconda iniziativa dall'opposizione (la nostra terza proposta) dovrebbe arrivare da Antonio Di Pietro, che vorremmo ascoltare mentre annuncia in una conferenza stampa l'interruzione della raccolta di firme sul lodo Alfano. Quei temi sono del tutto fuori sincrono rispetto ai problemi della nazione e, peraltro, sarà tra qualche tempo la Corte Costituzionale a pronunciarsi su quella norma. Faccia Di Pietro questa scelta, anche per togliere di mezzo quella sensazione da perenne inquisitore che ne caratterizza un po' troppo la dimensione politica. Anche perché, in fondo, la toga se l'è tolta da solo (e una volta per tutte) ormai da molti anni.
Non crediamo, sinceramente, di avanzare proposte irrealizzabili. Ci pare invece che esse abbiano un dignitoso contenuto di buon senso, necessario per governare una crisi i cui effetti sull'economia reale sono probabilmente ancora sconosciuti a tutti.
La stagione del muro contro muro, della rissa in tv, del botta e risposta via agenzie di stampa è finita. Magari tornerà, ma questa è la stagione della unità d'intenti, del senso comune verso l'interesse nazionale.
Vorremmo dire, anzi, vogliamo dire, questa è la stagione buona per buttare un pizzico di generosità in politica.
Faccia il primo gesto, presidente Berlusconi. Ha la forza per farlo ed anche il carisma e l'esperienza.
Veltroni, Di Pietro e gli altri non possono dirle di no. E se lo fanno, un coro di fischi li sommerge in pochi secondi.
Roberto Arditti
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12/10/2008