Epifani rompe perché vuole imporre la logica che «senza la Cgil il Paese non va avanti, la democrazia è in pericolo». È la logica del rifiuto della firma sulla scala mobile con Craxi negli anni ottanta (Epifani, allora, era con Del Turco e Craxi), della battaglia di Cofferati sull'articolo 18 (scioperi generali per un paio di centinaia di casi coinvolti), del rifiuto della firma del Patti per l'Italia nel 2002, della rottura con Alitalia. In quest'ultimo caso la ragione vera della strategia della Cgil è emersa con lampante chiarezza: pur di imporre "l'egemonia" della Cgil, Epifani non ha esitato ad allearsi con le posizioni più corporative dei ricchissimi piloti - rischiando di rovinare 30.000 lavoratori in un fallimento - e di firmare ridicolmente dopo pochi giorni esattamente il documento che aveva dichiarato infirmabile.
Abbiamo usato il termine "egemonia" non a caso, perché è qui il nocciolo del problema. Dopo quasi 20 anni dalla caduta definitiva del comunismo, la Cgil - e per altro verso la coppia D'Alema-Veltroni - ci costringono infatti a prendere atto che tutto sono disposti a fare, tranne che a diventare dei riformisti, dei socialdemocratici o men che meno dei liberali.
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04/10/2008