Quando pochi mesi fa organizzò una manifestazione contro le violenze ai cristiani nel mondo islamico, scendemmo tutti in piazza; se ora volesse trasformare quella spinta propositiva in una azione politica concreta perché fermarlo?»
Ma Allam non è un politico tradizionale con una tessera di partito, come potrebbe districarsi tra le segreterie di partiti con una struttura ancora simile alla prima Repubblica?
«Quando nel '95 fondammo Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini ci disse 'Non ci importa da dove proveniate, ma il contributo che saprete portare a questa nuova iniziativa'; ecco, mai come oggi quelle parole sono attuali, anche e soprattutto per il nuovo partito del Popolo delle Libertà, che, ricordiamolo, è ancora in fase costituente».
Ma Allam ha detto di sentire l'esigenza di un nuovo soggetto politico.
«Il Pdl è una nuovità che deve raccogliere tutte le varie esperienze democratiche che hanno contribuito negli ultimi 15 anni a costruire un modello alternativo al centro sinistra e che si riconoscano nel Partito Popolare Europeo. La gente soprattutto alle ultime elezioni ha voluto cancellare i piccoli partiti che condizionavano i Governi, causando instabilità al Paese. La tendenza è quella di andare verso due grandi partiti-coalizioni, proprio come negli altri paesi europei. Ovviamente all'interno degli stessi si deve creare un confronto e una dialettica vera che porti a prese di posizione frutto di votazioni interne».
Sta sconsigliando dunque di fondare un nuovo partito?
«Gli italiani non capirebbero ora un nuovo partito, nuove differenziazioni e prese di posizioni. Il Pdl è davvero l'opportunità che può riunire tanto le posizioni sui Didore di Brunetta e Rotondi quanto le proposte sulla famiglia dei Cristiano Riformisti. Ovviamente c'è tanto spazio anche per Magdi Allam, il Pdl è senza dubbio una casa naturale per chi difende i valori cristiani e li testimonia quotidianamente con azioni concrete».
Dunque sarà un buon politico in quanto buon cattolico?
«Non accetto la provocazione e le dirò di più, sarà un buon politico proprio perché è un buon laico. L'errore, se così vogliamo dire, della nostra politica è di non avere la laicità della vecchia Dc. Per questo non a caso abbiamo fondato un movimento chiamato Cristiano Riformisti: dobbiamo essere certamente cristiani, ma occuparci laicamente della gestione dello Stato e delle leggi necessarie per ottenere quello che Magdi Allam definisce 'il bene comune'».
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03/10/2008