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Matteo Vincenzoni m.vincenzoni@iltempo.it Con l'impennata ...

Matteo Vincenzoni
m.vincenzoni@iltempo.it
Con l'impennata dell'Fpoe di Strache e del Bzoe di Haider alle elezioni austriache torna sulle prime pagine di alcuni quotidiani italiani l'aggettivo «xenofobo». Per Il Messaggero «Vienna, avanza la destra xenofoba»; in un catenaccio de La Stampa si legge «I partiti xenofobi al 30%»; L'Unità titola: «Forte avanzata della destra xenofoba»; Il Mattino di Napoli: «Trionfa la destra xenofoba», e via dicendo.

Esigenza di titolazione per abbreviare «odio per gli stranieri», pigrizia mentale o un'espressione voluta? Da L'Unità uno se lo aspetta, ma da giornali moderati come La Stampa e Il Messaggero no.
Eppure Haider, il 22 settembre, in un'intervista al settimanale Panorama spiegava così la sua politica sui clandestini: «Chi mi attaccava sull'immigrazione ora mi dà ragione. Gli extracomunitari con precedenti penali o che compiono reati vanno rimandati a casa. Chi vuole vivere in Austria deve rispettare non solo le leggi ma anche la nostra cultura, ovvero integrarsi». Gli elettori austriaci e della Carinzia da lui amministrata fino a questo momento, hanno accettato la sua idea di «Austria agli austriaci». E ciò non vuol dire che l'11 per cento di loro sia xenofobo. Ci sarà pure qualche testa rasata, ma quelle stanno un po' da tutte le parti e non fanno testo. Basterebbe punirle severamente.
La comunità internazionale, che nel 2000 aveva visto con timore la sua prima scalata elettorale, si è poi dovuta ricredere: in Austria, in questi anni, non c'è stata nessuna deriva xenofoba e il risultato ottenuto da Haider e dal suo «allievo» Strache confermano che certe posizioni non sono tanto figlie della xenofobia, quanto di un'esigenza di ordine e sicurezza o, forse, della paura che ciò che accade in Paesi confinanti come l'Italia, dove è forte la presenza di clandestini, prima o poi accada anche da loro.
Appare allora fuori luogo usare la parola xenofobo per aggettivare il duo Haider-Strache così come appare puramente strumentale gridare al «Fascismo!» o al «razzismo!» ogni volta che un immigrato subisce un'aggressione. In Europa c'è solo voglia di tornare a un minimo di ordine. E questa voglia c'è sia nell'elettorato di sinistra che in quello di destra.
Anzi, come spiega il governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo «deve far riflettere il fatto che anche nella mia regione gli extracomunitari regolari abbiano votato per il centrodestra».

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30/09/2008










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