| POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
Raccontano che martedì scorso, durante l'ultimo Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi alzandosi dal tavolo della riunione, aveva accusato una forte fitta alla schiena, tanto da lasciare la sala di Palazzo Chigi con una smorfia di dolore.
Un dolore andato via via crescendo, e di sicuro, non agevolato dal tour de force del Cavaliere per la vicenda Alitalia.
«Sto andando a Milano, e porto con me una montagna di lavoro da fare», così il premier provava a spiazzare i giornalisti che lo aspettavano sotto casa. In realtà, però, Berlusconi non è mai atterrato all'aeroporto milanese. Non è neanche salito sull'aereo della presidenza del Consiglio, ma si è invece diretto all'aeroporto dell'Urbe da dove, in elicottero, è volato verso l'Umbria. Per l'esattezza a Melezzole, vicino Todi, per riposare un paio di giorni nel prestigioso Health Center Messeguè. Un posto non scelto a caso: la rinomata clinica del fitoterapista Marc Messeguè in questi giorni è chiusa al pubblico per lavori di ristrutturazione, anche se l'albergo annesso continua ad essere aperto. La spa è stata momentaneamente «svuotata» degli operai e messa così a disposizione del presidente del Consiglio.
Appena arrivato il Cavaliere si è sottoposto alle prime cure. Sul pacchetto relax selezionato non si sa molto. L'unica indiscrezione trapelata è che, appunto, sia andato lì per curare il mal di schiena. Inoltre, secondo quanto riferito da persone a lui vicine, la struttura sarebbe stata scelta anche per la sua pluriennale esperienza nelle diete e nei trattamenti antistress. Una presenza in terra umbra che Berlusconi ha cercato di mantenere il più discreta possibile. Con lui solo la scorta e alcuni agenti della Digos a garantire la sicurezza del perimetro esterno. Cancelli, ovviamente sprangati e pochi giornalisti a controllare l'ingresso.
Relax o no, il filo diretto con Gianni Letta e Palazzo Chigi sulla trattativa Az non è mai stato interrotto. Tanto che, quando ha ricevuto la notizia dell'accordo Alitalia-Cgil, Berlusconi ha tirato un sospiro di sollievo, esprimendo grande soddisfazione. «Questo è il governo dei fatti e non delle parole», dice Berlusconi a qualche esponente della maggioranza. E così il buon esito della partita Alitalia «è in linea con quanto stiamo facendo da mesi». Il presidente del Consiglio preferisce, inoltre, non replicare a Walter Veltroni che dal salotto di "Porta a porta" attacca apertamente l'operato del Cavaliere. A rispondere al segretario del Pd ci pensa Paolo Bonaiuti: «Veltroni vuole prendersi il merito di aver tenuto insieme imprenditori e sindacati. Ma fino a due giorni fa ha fatto esattamente il contrario. Non convince più nessuno».
Deluso e arrabbiato per le dichiarazioni di Veltroni, in un primo momento il presidente del Consiglio è stato tentato di scrivere una nota. Poi la volontà di non dare risalto all'opposizione e la necessità di non alzare i toni hanno fatto desistere il premier. «Saranno gli italiani - spiega il Cavaliere ai suoi collaboratori - a valutare. E gli italiani sanno che il merito è tutto di questo governo».
Giancarla Rondinelli
26/09/2008