| POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
«Calo di clientela? Neanche per sogno». Non usa mezzi termini Anna Chiang, proprietaria del ristorante cinese Ruyi in via Valadier a Roma, per smentire chi ha lanciato allarmi sulla sicurezza della cucina cinese, sull'onda dell'emergenza «latte alla melamina».
«Si tratta di allarmismo puro», commenta la signora Chiang. «In 22 anni di attività non abbiamo mai avuto una lamentele. Il nostro ristorante è sempre pieno». «Oggi il problema è la contaminazione del latte - spiega Anna - ma cosa c'entra questo con la cucina cinese? Il problema della melamina riguarda solo il latte per bimbi. E poi noi uova e latte li compriamo in Italia. Dal nostro paese prendiamo solo i prodotti tipici, come bambù cinese, soya, birra cinese».
Latte a parte, cosa risponde però a chi punta il dito contro la qualità della cucina nei ristoranti cinesi, sia dal lato della genuinità e originalità, che dell'igiene? «Sono pregiudizi. Molti parlano di vera cucina cinese: ma qual è questa "vera cucina"? Anche per l'Italia, allora, bisognerebbe chiedersi quale sia la vera cucina italiana: a tante regioni corrispondono tante cucine diverse, ma non per questo "meno italiane", meno tradizionali. Lo stesso vale per noi: la cucina cinese si declina in molti modi, ma non c'è alcun tradimento della tradizione.
Una volta - continua - una cliente ordinò del pollo arrosto. Quando le arrivò, gridò allo scandalo: «Questa non è vera cucina cinese! Nella cucina cinese il pollo è senza osso!». Io restai calma: «Se mi chiede pollo arrosto, io lo porto con l'osso. Se me lo chiede cucinato alla cinese, vedrà che le arriva senza». Sulle accuse di scarsa igiene la Chiang non transige: «Il mio locale è pulitissimo e tutti i cibi sono freschi. Altrimenti avrei chiuso da anni». Giada, figlia della signora Chiang aggiunge: «Una delle nostre specialità sono gli involtini primavera serviti non fritti ma freschi, o il riso speciale Ruyi, con verdure e gamberi, servito in una crepe, o le melanzane, con gamberi, soya e fagiolini neri».
Un menu «da leccarsi i baffi» che non metterebbe alcun timore neanche ai vip. «Da noi vengono Nicola Pietrangeli e Anna Falchi, Jerry Calà e Claudio Amendola - racconta Anna Chiang - senza dimenticare Massimo Troisi, che è stato nostro assiduo cliente». E Nathalie Caldonazzo, ultima compagna del celebre attore scomparso nonché socia della Chiang in un altro ristorante, è una grande sostenitrice della cucina cinese. «Io mi fido ciecamente di tutto il popolo cinese e della loro cucina», dice «Per stare tranquilli, evitiamo di andare al quartiere cinese a comprare il latte. In Italia siamo facili agli allarmismi, ma il latte alla melamina riguarda la Cina e basta. Non vedo perché dovrebbero risentirne le persone che stanno qui e lavorano qui, con un'efficienza da cui abbiamo solo da imparare, e che raramente ho trovato negli italiani, tanto nei padri e nelle madri, quanto nei figli: che, a differenza dei ragazzi italiani, sono tutt'altro che bamboccioni».
Rachele Zinzocchi
25/09/2008