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sull'orlo del fallimento

La Cai si ritira, Alitalia nel caos
Scontro tra Cgil e Berlusconi

Scaduto l'ultimatum, la società di Colaninno ha deciso all'unanimità di rinunciare all'offerta. No al contropiano proposto dalle 6 sigle sindacali che non avevano firmato l' accordo. Epifani: il premier si assuma le sue responsabilità. Berlusconi: "Un dramma, la colpa è di cgil e piloti"

Alitalia Tutto da rifare per Alitalia. La Cai ha ritirato l'offerta presentata per rilevare una parte della compagnia. L'assemblea della società guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli ha approvato all'unanimità la proposta di ritirare l'offerta.


"Una delle condizioni più importanti di tele offerta - ha spiegato la Cai - era costituita dal raggiungimento di un largo accordo sindacale sul piano industriale della 'Nuova Alitalia' e sul contratto di lavoro da dare alla nuova compagnia aerea.


Tale accordo non è stato raggiunto, come dimostrato dalle sole tre lettere di accettazione ricevute da Cisl, Uil e Ugl. La drammatica situazione di Alitalia, molto peggiore di quella che aveva dato luogo ad altre offerte di acquisto in passato, e dei mercati internazionali, non permette di allungare ulteriormente una trattativa che è stata approfondita e che ha portato a numerose concessioni. Ulteriori concessioni e dilazioni metterebbero irrimediabilmente a rischio la realizzazione del piano".


Il premier Silvio Berlusconi la situazione è diventata "drammatica. Siamo di fronte ad un baratro". Il premier ha sottolineato di voler "approfondire" la situazione di Alitalia dopo il ritiro dell'offerta della Cai, aggiungendo che "ci sono pesantissime responsabilità della Cgil e dell'associazione piloti che valuteremo".
 

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18/09/2008










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