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il giro di vite sulla prostituzione

Sanzioni e proteste: «Non paghiamo»

Non pagherà lei, e lo stesso farà lui. Le prostitute della capitale annunciano che non sganceranno un euro delle multe per adescamento, mentre i clienti di centrodestra promettono la rivolta politica: non voteranno più l'Alemanno dal pugno di ferro.

prostitute L'ordinanza del sindaco di Roma contro le vie a luci rosse lascia già il segno: in 4 ore di controlli, venti contravvenzioni alle signorine, tre ai signorini. Dalla Salaria a via Palmiro Togliatti fino alla Prenestina la risposta delle lucciole è sempre la stessa: «Non paghiamo». I maschietti invece non parlano di soldi ma di voti: «Alemanno non lo rivoteremo».


I primi multati dall'ordinanza "Roma pulita" sono lui e lei, una romena e un romano quasi coetanei: l'una è alla prese con un cliente italiano, l'altro con un trans brasiliano. Mariana, 22 anni, occhi azzurri, capelli rossi, in via Palmiro Togliatti, nella periferia est di Roma, ieri pomeriggio s'è vista piombare i vigili dell'VIII Gruppo della Municipale, diretto da Antonio Di Maggio, castigamatti di nomadi irregolari, balordi della notte e ora anche di lucciole e amanti indecenti.

«Questi 200 euro non li pago - dice lei - Resto qui a lavorare, devo mandare i soldi nel mio paese». I vigili hanno scritto che Mariana «con abiti succinti, atteggiamenti e condotta disdicevole manifestava in modo certo e incontrovertibile la propria intenzione di adescare clienti al fine di esercitare l'attività di meretrice».
Franco, invece, 23 anni, meccanico, di ritorno dal lavoro, era in via Longoni, sulla Prenestina, a trattare con un transessuale brasiliano.

Anche lui si è visto addosso gli uomini di Di Maggio col verbale svolazzante da 200 euro. Commenta: «Questo provvedimento può essere utile ma di sicuro Alemanno non lo rivoterò. Non sapevo nulla di questa ordinanza - aggiunge - La mia è una trasgressione innocua. Mi sono alzato questa mattina alle 6 per andare a lavorare ed ora, stavo tornando a casa e sono passato di qua: se ci stanno queste, uno ci va».


Insomma, poche ore dopo il varo dell'ordinanza comunale, le donne in mostra nel mercato del sesso romano non sembrano spaventate dal nuovo provvedimento. Forse non credono che sarà applicato sempre e ovunque, sperano che sia un divieto all'italiana, che c'è ma non si vede. Nel frattempo il coro delle prostitute sembra unanime: «Non pagheremo».


Parla Memè, 24 anni, da otto mesi in Italia, ieri sulla via Salaria: «Se mi garantiscono un altro lavoro, giuro che non batto più. Guadagno 600 euro al mese e una parte la spedisco a mia figlia che vive ancora in Romania. Non pagheremo le multe. Ci prostituiamo per mandare i soldi ai nostri figli. Rimarremo qui, l'ordinanza non ci interessa».

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Fabio Di Chio

17/09/2008










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