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Svanita la speranza di intingere il pane in qualche ...

Svanita la speranza di intingere il pane in qualche intemperanza dei leghisti durante le loro feste padane, filate lisce nei giorni scorsi fra il Monviso e Venezia; sgonfiata da Gianfranco Fini la bolla montata intorno alle incaute valutazioni di Gianni Alemanno e Ignazio La Russa sul fascismo; incrinato il fronte sindacale del no nella vertenza per il passaggio dalla vecchia alla nuova compagnia aerea di bandiera, sono curioso di vedere a quali diavolerie ricorreranno le opposizioni per mettere in croce il governo nell'autunno che è alle porte.

E che è già stato disseminato di manifestazioni ostili organizzate in frenetica concorrenza da Walter Veltroni e Antonio Di Pietro fra le strizzatine d'occhio di Pierferdinando Casini.
Le opposizioni finiranno per consolidare ulteriormente la popolarità di Silvio Berlusconi, visti i risultati delle loro offensive d'estate. Esse hanno fatto salire il gradimento del presidente del Consiglio in tutti i sondaggi. Anziché interrogarsi sulle ragioni di questo fenomeno, e affrontare magari con maggiore umiltà la crisi della sua parte politica, il principale antagonista del Cavaliere ha fatto come il malato che rompe il termometro non gradendo la temperatura che ha segnato. Egli ha infatti contestato la pratica dei sondaggi. Eppure vi fece ricorso con una certa abbondanza in campagna elettorale per tentare di vendere agli indecisi la barzelletta di una sua inarrestabile rimonta.
Di Pietro, dal canto suo, rimane ossessionato dal vecchio e confessato desiderio di "sfasciare" giudizialmente Berlusconi. Visto che una legge da poco approvata dalle Camere, e contro la quale egli ha già promosso un referendum abrogativo, mette il presidente del Consiglio al riparo da procedimenti penali durante il mandato affidatogli dagli elettori, Di Pietro ha annunciato di volerlo denunciare per danni erariali alla magistratura amministrativa della Corte dei Conti a causa della vicenda Alitalia. Sembra una barzelletta anche questa, come quella elettorale di Veltroni, ma non lo è. Di Pietro lo ha detto davvero.
Sembrava una barzelletta, in verità, anche il ringraziamento annunciato il 7 settembre scorso da Rocco Buttiglione per l'"apprezzamento" che il Papa avrebbe espresso per "noi come Udc" auspicando l'arrivo di una nuova generazione di cattolici impegnati in politica. Invece Buttiglione ha detto proprio così, non solo strattonando il Santo Padre ma anche dimenticando, fra l'altro, la recente e strombazzata adesione all'Udc di Ciriaco De Mita. Il quale con i suoi 80 anni, per quanto ben portati, per carità, non ha certamente abbassato l'età media della direzione nel partito del sessantenne Buttiglione e del cinquantatreenne Casini. E neppure è riuscito a farsi eleggere senatore nella sua Campania.

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17/09/2008










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