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Guerra alle lucciole: fioccano le multe

Tempi record per il giro di vite contro il fenomeno della prostituzione promesso dal sindaco Alemanno venerdì scorso. Ieri è stata infatti presentata l'ordinanza comunale antiprostituzione. Multe per clienti e lucciole e percorsi di recupero sociale per chi, vittima della tratta, vuole cogliere l'opportunità di una vita diversa.

Prostituzione «Noi consideriamo la prostituzione una piaga sociale - sostiene il sindaco - dalle nostre strade arriva un messaggio assolutamente negativo: vedere persone, uomini o donne, che vengono sfruttati o che vendono il proprio corpo nella logica del mercato, è un segnale negativo non soltanto per la pubblica decenza ma anche dal punto di vista culturale». In vigore già da ieri, l'ordinanza prevede per i primi 15 giorni multe di 200 euro, che si eleveranno fino a 500 euro con una delibera del Consiglio comunale, sia per i clienti sia per l'adescamento da parte delle lucciole ai fini di prostituirsi. Le sanzioni amministrative decise dal sindaco si riferiscono non solo al testo unico degli Enti locali del 2000 ma anche al «decreto Maroni» del luglio 2008, che ha concesso poteri più ampi ai sindaci in materia di sicurezza e di lotta al degrado urbano. La nuova ordinanza resterà in vigore fino al 30 gennaio 2009. Per quella data, infatti, dovrebbe essere entrato in vigore il disegno di legge per la lotta alla prostituzione. «Altrimenti - precisa Alemanno - prorogheremo la nostra ordinanza». Per quanto riguarda le multe, il verbale potrà essere elevato direttamente al cliente o, in caso di fuga, verrà inviato a casa. «Non diremo alle forze dell'ordine di agire in incognito - precisa il sindaco - ma anzi di rendersi ben visibili. Se poi il cliente scappa all'intimazione delle forze dell'ordine, allora non potrà invocare il diritto alla privacy e il verbale le verrà inviato a casa». Per quanto riguarda i clienti infatti la sanzione amministrativa scatterà per violazione al codice della strada, mentre per le prostitute varrà il reato di adescamento, nell'attesa del disegno di legge che introdurrà il reato di prostituzione in strada. Le multe, tuttavia, non colpiranno tutti. «Le prostitute, con problemi sociali o vittime del racket, che sceglieranno di essere avviate al recupero e all'assistenza sociale - spiega ancora il sindaco - non verranno multate ma affidate ai servizi sociali». In questo senso l'ordinanza si pone come obiettivo prioritario quello di coniugare sicurezza, legalità e solidarietà. Al di là quindi della repressione del fenomeno attraverso le forze dell'ordine, facendo leva sulle sanzioni di carattere amministrativo, saranno i servizi sociali capitolini a fare la vera parte del leone. «Verso le ragazze che si ribellano a una vita di torture, minacce e percosse abbiamo l'obbligo morale di aiutarle iniziando un percorso di sostegno dal punto di vista psicologico - spiega l'assessore capitolino alle Politiche sociali, Sveva Belviso -. Attualmente il Campidoglio dispone di quattro case accoglienza per un totale di 24 posti per ragazze alle quali viene garantito il regime di protezione. Altre otto strutture poi vengono utilizzate in casi di emergenza. Occorre tuttavia fare di più e per questo abbiamo già convocato un tavolo con le associazioni cattoliche che si occupano della tratta, per dare un contributo importante al percorso di queste ragazze. All'interno della riforma per Roma capitale occorrerà tuttavia pensare anche a poteri sanitari che ci consentano di rendere più completa e efficace l'assistenza a queste giovani che con grande coraggio decidono di uscire da una vita infernale e di denunciare i propri aguzzini».

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Susanna Novelli

17/09/2008










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