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«Fuori dall'Europa pochi controlli»

Rachele Zinzocchi
Italiani «in campana». Anche da noi si preferisce sempre più spesso procurarsi con un «clic» farmaci che necessitano di prescrizione medica, con rischi potenzialmente molto alti.
«In Italia la legge vieta di vendere on line farmaci che richiedano prescrizione medica», dice Giacomo Leopardi, presidente della FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani).

«Abbiamo norme molto restrittive imposte dal Ministero della Salute: a tutela dei cittadini e contro la possibile diffusione di medicine contraffatte. Altrove però non è così». Leopardi spiega: «In Paesi come Cina e India, Canada o Australia, la legge consente la vendita on line dei farmaci, anche di quelli per cui è richiesta ricetta medica. Lì non c'è il rigore normativo presente da noi. Per me, questi siti andrebbero oscurati». Sarebbero infatti parecchi gli italiani che su quei siti farebbero più di una visitina, per fare «shopping di farmaci»: «Proprio perché da noi non può per legge esistere lo stesso pullulare di siti web con farmaci on line, l'italiano che vuole comunque avere un certo farmaco senza passare dalla farmacia se ne va su un sito estero. Certo, a suo rischio e pericolo». Il rischio, però, è di natura più personale che legale: «Al momento non vedo come si potrebbe perseguire chi dall'Italia, attraverso i siti esteri, vada a fruire di un servizio che in quei Paesi è consentito». Sì, ma bisogna ammettere che il vuoto legislativo c'è, ed è forte. L'italiano «non può» comperare farmaci che richiedano ricetta medica se non in farmacia, ma «può» comunque farlo se va sui siti dei Paesi ove ciò è consentito. Una contraddizione pericolosa, una scappatoia che mostra un vuoto legislativo in realtà presente: «Il Ministero della Salute e i Nas stanno studiando un meccanismo affinché i farmaci contraffatti o potenzialmente pericolosi, qualora assunti senza ricetta né controllo medico, vengano segnalati in qualche modo al visitatore: con colori o immagini capaci di mettere in guardia». «D'altronde - continua Leopardi - su quei siti si può trovare davvero di tutto. Tra i farmaci «a rischio», che cioè richiedono prescrizione e che, se non adeguatamente assunti, possono provocare seri danni, quelli più venduti sulla rete sono i più pericolosi. Ad esempio, sostanze con effetto dopante, farmaci contro l'obesità o contro la disfunzione erettile, psicofarmaci. Su un sito basta un clic, per ottenere tutto in breve tempo. E poi ci sono i farmaci contraffatti. Questo è davvero grave: qui spesso si ha a che fare con medicine che non hanno passato i controlli normali, ed estremamente precisi, cui i farmaci vengono sempre sottoposti prima di essere messi in commercio. In queste medicine può mancare persino il principio attivo. O, peggio, può avere un dosaggio sballato: con drammatiche e facilmente immaginabili conseguenze per l'organismo. Finché di contraffatto mi compro la borsetta o il vestito finto griffato, non corro rischi, né ne faccio correre. Ma in questo caso sì. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, un farmaco su dieci che circola è falso. Per le farmacie non c'è problema: qui le medicine sono monitorate costantemente dal Ministero della Salute. Ma quelle vendute sul web non hanno certi controlli».

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14/09/2008










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