Basti vedere, infatti, la formula: i quesiti saranno rivolti dai rappresentanti di tutte le formazioni presenti nel Pdl. E l'argomento: "destra, sinistra, centro, la politica, i giovani e le istituzioni, 40 anni dopo il '68". Il che significa (per chi non l'avesse ancora capito) che la destra è chiamata a svolgere un ruolo basilare per la storia della Repubblica e la modernizzazione dell'Italia. Da una parte, "la destra nelle istituzioni", la possibilità di costruire da protagonisti l'edificio costituzionale, dopo decenni di emarginazione e ghettizzazione; dall'altra, "la destra nel Pdl", la partecipazione diretta al nuovo bipolarismo, basato non più sui "partiti-ideologici", ma sui "partiti-progetto", che segna il completamento del percorso di Fiuggi e la definitiva collocazione internazionale dei post- missini nel Ppe.
Due strategie che possono comunicare, ma che non devono sovrapporsi. Pena, il rientro nella marginalità politica. E siccome le idee camminano sulle gambe degli uomini, i leader di An devono essere all'altezza del loro compito (questione-nazionale e questione-Pdl); non anteporre i calcoli intestini al disegno generale, col rischio di vanificare tutto.
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13/09/2008