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Giancarla Rondinelli g.rondinelli@iltempo.it

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Giancarla Rondinelli
g.rondinelli@iltempo.it



La versione ufficiale è che la cena di lavoro tra Berlusconi, Bossi, Tremonti e Calderoli, è slittata a questa sera, per sopravvenuti impegni del premier. Ma sull'incontro che ha al centro il tema scottante del federalismo fiscale c'è qualche elemento in più da approfondire.

Da giorni, ormai, sulle pagine dei giornali si racconta di un clima non particolarmente sereno tra il Cavaliere e il Senatùr, anche se dai due arrivano continui attestati di stima e fiducia reciproca. Ad irritare il presidente del Consiglio sarebbero state le posizioni assunte (e correlate dichiarazioni) dalla Lega nelle ultime settimane. Prima la possibile «reintroduzione dell'Ici», annunciata da Bossi ad agosto. Poi le critiche mosse a Mariastella Gelmini, nel mirino del segretario del Carroccio per la questione del maestro unico. Anche se in serata il Senatur prova ad aggiustare il tiro: «È meglio avere tanti insegnanti, ma costa troppo. Quindi, sono d'accordo con il ministro Gelmini per l'introduzione del maestro unico» nelle scuole elementari.
E poi ovviamente, il federalismo fiscale, cavallo di battaglia di via Bellerio, su cui La Lega - comprensibilmente - ha fretta. E vorrebbe chiudere la partita in Consiglio dei ministri sin da domani. Una spinta che deve però fare i conti con la cautela delle altre componenti del governo - Pdl in primis - anch'esse desiderose di varare al più presto il disegno di legge sul federalismo fiscale. Ma anche convinte della necessità di dedicare a un tema così nevralgico tutta la riflessione necessaria. «Sul federalismo fiscale - spiega Maurizio Gasparri - sono in corso approfondimenti doverosi, vista la portata epocale di questa riforma».
C'è però un'altra partita importante tra i due storici alleati, che ha come sfondo le prossime tornate elettorali - Amministrative ed Europee per il prossimo anno, Regionali nel 2010. Appuntamenti importanti, competizioni fondamentali soprattutto in regioni clou per il Carroccio, come Lombardia e Veneto. La prima: si parla di Mariastella Gelmini per il dopo Formigoni, almeno dal fronte Pdl. «Questo gossip politico - raccontano dagli ambienti del Carroccio - ha creato parecchio malumore nel partito. Già da tempo sul Pirellone la Lega ha puntato la carta Castelli, e questo Berlusconi lo sa bene». La seconda: in Veneto Bossi deve fare i conti non solo con la popolarità e con i modi ruvidi dell'azzurro Giancarlo Galan (il quale pur di difendere le proprie posizioni non arretra di fronte alla possibilità di smarcarsi dai maggiorenti nazionali di Forza Italia e del Pdl), ma anche con la concorrenza interna rappresentata dalla Liga veneta.
Il Carroccio «irrequieto» continua intanto il suo pressing, determinatissimo a portare a casa la riforma. «Il Nord - avverte Bossi - può rivelarsi una belva se viene ancora deluso». E ancora: «L'unica alternativa al federalismo sarebbe la secessione». Se poi non fosse chiaro che la Lega è pronta a tutto pur di incassare la devolution, un altro colonnello del partito, Roberto Castelli, spiega agli alleati: «Ora i nostri voti sono determinanti in Parlamento. Va bene l'amicizia ma quel che conta sono i risultati».
Questa sera, se il premier riuscirà a rientrare in tempo dal suo viaggio lampo a Londra, ci sarà il faccia a faccia con il leader della Lega. Lo stesso Bossi, arrivando ieri nella capitale, lo conferma. «Vedrà Berlusconi domani sera (stasera, ndr)?» gli domanda un giornalista. «Penso di sì», replica secco il Senatur. Nessun dettaglio in più.

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10/09/2008










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