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L'intervista di LIDIA LOMBARDI

Eugenia Roccella: «La Chiesa più avanti dei partiti»

La Chiesa? «Più avanti della sinistra nel capire il mondo. Per questo ci vuole un laicato cattolico capace di agire in politica su questa linea d'onda. Senza subire intimidazioni d'antan». Legge anche questo nell'appello cagliaritano del Papa Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, passato di femminista e radicale (è figlia di Franco, tra i fondatori del partito) poi vicina alle posizioni della morale cattolica ed eletta alla Camera col Pdl.


Come legge l'intervento del Papa?
«Egli non parla mai in chiave solo italiana. Non è la Cei. L'invito di Cagliari è rivolto a uno scenario mondiale, sempre più complicato sul piano antropologico. Un tema al centro della riflessione della Chiesa da anni, affrontato per esempio dal cardinale Ruini. Perché il mondo cambia rapidamente soprattutto in questa angolazione».
E la politica gli sta dietro?
«La politica fatica a tenere conto dei mutamenti enormi, per esempio sul piano scientifico. Un bambino ora può avere fino a sei genitori, a partire da quello biologico...Ecco, su queste prospettive grandi il Pontefice invita a misurarci. La legittimità delle religioni di agire nello spazio pubblico ha bisogno di una volontà di testimonianza in rigore e competenza. Sì, competenza, la parola usata da Ratzinger.
Ci riusciva la Dc?
«Fino a 30 anni fa il partito cattolico, pure nella crisi della religiosità, agiva all'interno di una cultura di massa profondamente religiosa. Non solo la Dc ma anche il Pci sosteneva la famiglia».
Poi c'è stata l'ondata dell'anticlericalismo. Che ne dice lei, cresciuta a pane e Pannella?
«Sempre 30 anni fa i radicali si battevano per i diritti civili. Ma adesso, poniamo, la manipolabilità genetica è diritto civile di chi? Insomma, c'è bisogno di aggiornare le culture politiche. E serve una nuova generazione di politici cattolici».
Intravede un leader?
«No, ma sono molti quelli che stanno emergendo. La Gelmini, per fare un nome».
Ma questa nuova generazione deve mollare Pd e Pdl e mettersi da sola al centro?
«Dopo tanti anni di transizione difficile verso il bipolarismo, non sarebbe un bene. E poi non è necessaria una leadership cattolica, ma laici impegnati su temi importanti. Persone libere da ogni senso d'inferiorità, capaci di dare forza alle proprie posizioni».
Altra minaccia per la sinistra.
«A sinistra resiste l'equivoco che è moderno ciò che va in direzione opposta alla Chiesa. È il contrario. Ad essere invecchiate sono le culture politiche del Novecento: il comunismo, ma anche il liberalismo e il riformismo di sinistra. Appunto perché hanno difficoltà ad affrontare i temi etico-antropologici. Invece regge benissimo la cultura cattolica. Ruini e Ratzinger hanno scritto dieci anni fa cose illuminanti. Queste idee forti devono essere dette ad alta voce. Anche a sinistra. Come fa una Binetti. Senza la paura di essere delegittimati».

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10/09/2008










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