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Un politico di centro sinistra sulle parole del Papa: «Ha ...

Un politico di centro sinistra sulle parole del Papa: «Ha ragione, coglie un vuoto dentro il governo». Replica un esponente del centro destra: «Evidenzia le contraddizioni alla Zapatero nell'opposizione». Una turista spagnola in vacanza, sentita durante un viaggio in aliscafo da Ischia a Napoli: «Il Santo Padre ha ragione, noi cattolici siamo troppo indifferenti».

Ecco, i primi due sono l'espressione del provincialismo italico, che tende a leggere ogni fatto, ogni intervento censorio o meno della Chiesa, come rivolto all'avversario politico locale. Il commento genuino della signora spagnola è invece il senso vero e profondo delle parole del Papa: esse sono rivolte agli Uomini di buona volontà, ovunque essi professino la fede in Cristo.
Da laico perplesso, da cercatore curioso della Verità (non ci sono tante verità), quando parlo con i non pochi amici cattolici cerco sempre di risvegliare in loro l'orgoglio di appartenenza: alla Chiesa, certo, ma soprattutto a quella Verità.
Abramo si sentì dire da Dio: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria, e dalla casa del tuo padre». Scrive don Ignazio Schinella, grande teologo gesuita: «La storia del Popolo di Dio comincia con un'adesione di fede, che è anche una rottura culturale. La rottura culturale con la quale si inaugura la vocazione di Abramo, padre dei credenti, esprime ciò che avviene nell'intimo del cuore dell'uomo, allorché Dio fa irruzione nella sua esistenza, per rivelarsi e suscitare l'impegno di tutto il suo essere».
I cattolici oggi devono rivendicare con orgoglio la lezione della Storia: nessuno sviluppo sarebbe stato possibile senza una profonda fiducia nella ragione, che affonda le proprie radici nella religione cristiana. Il progresso non si è sviluppato nella contrapposizione tra la società laica e quella religiosa, né nella competizione tra scienza e fede. La vera origine della ragione è nella teologia cristiana. Il cristianesimo ha abbracciato la logica e il pensiero deduttivo aprendo la strada alla libertà e al progresso.
Sant' Escrivà de Balaguer, il fondatore dell'Opus Dei, osservava che si può fare del bene a destra, al centro e a sinistra. Giorni fa Concita De Gregorio, direttore dell'Unità, rivendicava alla sinistra determinati valori di libertà, solidarietà, moralità. Siano capaci i cattolici di ricordare ai detrattori della Chiesa che quei valori sono nel Dna di un cristiano da oltre duemila anni.
Il Papa non vuole una nuova Dc, un partitino del 5 per cento, che può solo fare da disturbatore ai manovratori del momento. Il suo sguardo vola oltre gli orizzonti anche un po' squallidi delle diatribe da cortile nostrane. E infatti la rifondazione cristiana deve partire da due istituzioni oggi in grande crisi, pratica ed anche morale: la famiglia e l'istruzione. Questo è il compito prioritario dei cattolici nel mondo moderno, siano essi militanti ed esponenti di partiti di destra, di sinistra o di centro. La sacralità della vita, la centralità della famiglia e la libertà educativa sono valori non negoziabili.

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09/09/2008










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