Miracoli del low cost dirà qualcuno. E qui il bollettino della settimana è stato ancora più intenso. Dopo la sparata estiva di chi adduceva che dovremo scegliere se scaldarci o mangiare (e tornare nelle caverne noo?) dal Comune di Genova pare sia arrivato uno stop ai cibi biologici nelle mense scolastiche: costano troppo. Tra le tante, la proposta più intelligente però l'ha fatta il professor Giorgio Calabrese, medico dietologo che ha lanciato la «Dieta sociale». E il cuore della sua proposta è che alle 19 di ogni sera i prodotti freschi (carne, frutta, verdura) siano venduti alla metà. Non è un'idea sbagliata, anche perché la frutta e la verdura, a fine giornata, sono in condizioni differenti da quella del mattino presto. E poi darebbe fiato a quei negozianti che rimangono vuoti oltre a indirizzare chi davvero non ce la fa.
Ci vuole fantasia. Ecco cosa serve. Gli italiani sono sempre stati campioni di questa fantasia, perché ora si piangono addosso? Possibile che il clima di decadenza produca solamente l'accaparramento dei surgelati e non qualche tocco di genio che rimetta in moto un gusto? Conosco un macellaio di Castello d'Annone, che è un paesino alle porte di Asti (questo fra l'altro è il mese del Palio e della Douja d'Or, la grande festa del vino e merita un viaggio) che ha inventato la «carne di fassone pret à porter». Nel senso che la confeziona sottovuoto, visto che in macelleria ha tutto il tempo per lavorare tranquillamente, e poi la consegna a Milano, a Roma, dove la richiedono, con pagamento in contrassegno. Pensate che prepara anche lo spezzatino come una volta e altre ricette, già pronte all'uso. Il suo amico Franco, che gestisce Villa Conte Riccardi sulle colline astigiane, offre camere a un prezzo contenuto e questa oasi tra le vigne è diventata la base di tanti che hanno iniziato a scegliere quella meta per fare la spesa a chilometro zero.
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07/09/2008