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Diciamolo subito, a scanso di equivoci. La questione del ...

Diciamolo subito, a scanso di equivoci. La questione del parcheggio al Pincio va ormai ben oltre il parcheggio medesimo, soprattutto dopo la lettera di Veltroni al Corriere della Sera di giovedì e la risposta del ministro Bondi di ieri.
La vicenda è ormai diventata tutta politica con i rischi che ciò comporta, a cominciare dal fatto che si potrebbe finire per discutere su tutto tranne che sull'oggetto originale del dibattito, vale a dire il parcheggio e le relative implicazioni sulla città.


Ci preme allora fissare alcuni punti che riteniamo irrinunciabili e che ci pare doveroso mettere nero su bianco in queste colonne di giornale, da sempre innamorate della città di Roma.
Il primo elemento è che Veltroni ha ragione quando ammonisce sui pericoli dell'avvio di una stagione amministrativa all'insegna del "no". È un pericolo che questo giornale ha segnalato per tempo, sul quale abbiamo pubblicamente chiesto al sindaco Alemanno di riflettere e di agire di conseguenza. Roma ha perso già troppe occasioni per poterne perdere ancora, mentre le capitali del mondo si trasformano a ritmi ben maggiori. Dopodiché, va detto con franchezza, un certo cattivo esempio viene dallo stesso Veltroni, che lascia prima del tempo l'incarico di sindaco per tornare alla politica nazionale, come se stare in Campidoglio fosse roba da poco.
segue a pag. 4

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06/09/2008










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