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Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i ...

Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i sindacati sono chiamati a fare la loro parte assumendosi quella responsabilità che non esercitarono e che contribuì al fallimento della trattativa con la compagnia franco-olandese: allora le loro rivendicazioni furono ritenute insostenibili dai candidati acquirenti.

Oggi le condizioni sono differenti e gli aspetti politici della auspicabile conclusione della vertenza Alitalia condotta dalla cordata italiana hanno connotazioni delicate ma, come ha affermato il Ministro Sacconi, anche ottimistiche. La triplice sindacale avanzerà le sue contestazioni al numero degli esuberi annunciati, magari vi saranno anche degli scioperi. Ma non vi è alcun dubbio: quella di Cgil, Cisl e Uil è anche una reazione di sollievo, dal momento che l'Alitalia è un'azienda miracolosamente strappata alla morte.
La composizione di un puzzle molto articolato comporterà tempi e modi probabilmente diversi da quelli ipotizzati ma il progetto è interessante e ben costruito. Il commissariamento della parte in crisi con l'incarico ad Augusto Fantozzi è una scelta inevitabile e opportuna, anche sul versante della gestione della fase di transizione. Il piano industriale si muove in un ambito che tiene insieme il rafforzamento del vettore italiano (insieme ad Air One) e una prospettiva di internazionalizzazione, forse con la stessa Air France-Klm. La questione più delicata è relativa agli esuberi. Come è stato ribadito dal Governo dovranno essere trovate soluzioni adeguate di protezione sociale, come è sempre avvenuto in tutti i casi di ristrutturazione produttiva. Cassa integrazione, prepensionamenti per i lavoratori vicini alla maturazione dei requisiti, provvedimenti di mobilità saranno le vie maestre della salvaguardia dei lavoratori. Sarà la trattativa che dovrà decidere l'dentikit di coloro che dovranno essere ricollocati: piloti, assistenti di volo e di terra. Per il personale di volo il costo medio procapite è di circa 78mila euro all'anno e la loro collocazione nel terziario o nei servizi aeroportuali è complicata poiché nel terziario gli stipendi sono circa la metà. Si tratta di trovare soluzioni con progetti di outplacement mirati alle tipologie occupazionali. La cordata si è materializzata sulla base di un piano industriale credibile, anche se carico di inevitabili costi sociali e caratterizzato da un percorso insidioso ma attiveremo il sistema di protezione sociale, come è sempre avvenuto in tutti i casi di ristrutturazione produttiva. Soprattutto saranno adottati provvedimenti di mobilità sperimentando - come ha ribadito il ministro Sacconi - tutte le possibili strumentazioni di politiche attive del lavoro. A conclusione ringrazieremo l'Unione europea ed apprezzeremo il privilegio di farne parte. Sono le regole della Ue e un Governo coraggioso che hanno impedito all'establishment del Paese di continuare a buttare soldi per consentire che in Alitalia le cose non cambiassero mai.

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04/09/2008










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