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l'inchiesta

Il poker on line conquista l'Italia ma per l'Adoc «vince solo il banco»

Internet ha infranto un'altra frontiera. Anche in Italia si può giocare a poker on line e non con crediti virtuali, ma con soldi veri. Ad aggiudicarsi in Italia il lancio del poker sportivo on line è Gioco Digitale

Poker Sei secondi sono serviti ai nove giocatori per prendere posto ai due tavoli verdi virtuali della prima partita sperimentale, ma reale degli skill games, ovvero i giochi di abilità regolamentati dai Monopoli di Stato, che è stata giocata martedì scorso. Scenario che si è ripetuto anche ieri pomeriggio.


«Al momento si tratta di prove sul campo - spiega Carlo Gualandri, presidente di Gioco Digitale - che consentiranno di testare la nostra piattaforma in maniera progressiva». Il prezzo di partecipazione alle partite potrà variare da un minimo di 0,50 euro fino a raggiungere i 100. L'80 per cento poi delle somme raccolte tornerà in montepremi al giocatore. La quota restante sarà divisa tra erario (3%) e concessionario.


L' Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha sottolineato che il provvedimento che dà avvio ai giochi di abilità rientra in «un'attenta e puntuale strategia volta ad aumentare l'offerta di gioco "sicuro" in Italia, in modo da sottrarre quote di gioco illegale o irregolare attualmente praticato sui siti esteri». Tutto questo anche a fronte delle stime che sembrano ipotizzare nei prossimi anni più di mezzo milione di giocatori.


Ma se i patiti delle carte esultano, a lanciare l'allarme ci pensa l'Adoc, l'Associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori, che teme gli effetti del «gioco-dipendenza». In Italia infatti sono circa 2 milioni le persone che partecipano a sessioni di gambling (gioco d'azzardo) come giocatori occasionali e non. Ma il dato ancor più preoccupante è stato comunicato dal presidente dell'Adoc, Carlo Pileri: «Stimiamo in circa 530mila i giocatori d'azzardo on line abituali che regolarmente partecipano ai giochi dei casinò virtuali sui siti esteri con una spesa media pro capite annua di 600 euro.

Complessivamente il giro d'affari del poker virtuale si attesta su almeno 350 milioni di euro all'anno». Una mania che per 16mila giocatori è diventata una vera malattia «patologica». Quando il vizio diventa dipendenza, allora si rovinano i rapporti familiari, emerge il disagio sociale e psicologico e il debito medio contratto cresce fino a 30-40 mila euro.
 

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Alessandro Bertasi

04/09/2008










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