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Ricattata dal baby fidanzato: «Paga, o finisci nuda su internet»

Estorsione, minacce, foto compromettenti, soldi rubati in casa per calmare un aguzzino spietato. Roba da criminali consumati, da storie ai margini? Macchè, a finire in una comunità di recupero perché troppo piccolo anche per il carcere è stato un ragazzino romeno di 16 anni.

Ottima famiglia alle spalle, due genitori per bene, aveva pensato di pagarsi vestiti firmati e cellulari minacciando la fidanzatina, 12 anni appena, di diffondere in rete le sue foto senza veli. A mettere fine a due lunghi mesi di ricatti, bugie e compromessi sono stati i carabinieri di Ostia che, grazie alla denuncia fatta dai familiari della ragazzina, insospettiti da un discreto ammanco di soldi, sono arrivati al 16enne.
Tutto è cominciato ad aprile, quando i due - romeno ma da anni in Italia lui, romana lei - si sono messi insieme. Una storia normalissima: qualche uscita il pomeriggio sempre ad Acilia, dove entrambi vivono con i genitori, giornate passate al mare con gli amici. E poi le foto. Già, le foto. I due, insieme neanche 30 anni, si lasciano tentare da qualche scatto nell'intimità da conservare nel cellulare. Alessia (un nome di fantasia) si fa convincere dal ragazzo a posare per lui. Un sorriso languido, uno sguardo ammiccante, la maglietta che sale su maliziosamente fino a scoprire il seno. Per Paolo (anche questo è un nome di fantasia) tanto basta. Il trend del momento in fondo è proprio questo: scattare foto osè da mettere su internet alla portata di tutti: degli amici certo, per «farsi grande», ma anche e soprattutto di sconosciuti, maniaci e pedofili che non aspettano altro.
Passate poche settimane il sedicenne mette in atto il suo piano: estorcere ad Alessia ogni giorno un po' di soldi per comprarsi tutto quello che i suoi genitori, gran lavoratori e brava gente, non possono comprargli. Magliette, jeans firmati, cellulari da 400 euro da nascondere poi, una volta a casa, agli occhi indiscreti di papà e mamma.
«Se non paghi metto la tua foto su Internet» ripeteva Paolo ad Alessia. La ragazzina, stremata dai ricatti e spaventata all'idea che i genitori potessero scoprire tutto, provava a farlo demordere. Inutilmente. In due mesi, neanche, la 12enne ha prelevato da casa prima e dal negozio gestito dai suoi poi, circa 1500 euro. Venti, trenta euro ogni giorno presi di nascosto e consegnati a Paolo. Pochi soldi, ma sufficienti a insospettire i genitori di Alessia che hanno messo alle strette la figlia smascherando il ricatto. Per il 16enne è stato deciso il trasferimento in via cautelare in un centro di recupero.

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Silvia Mancinelli

04/09/2008










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