6% di separazioni giudiziali (solo nel 19.4% delle quali è stato dichiarato l'addebito ad uno dei coniugi); il 69.3% delle coppie che hanno divorziato ha presentato una domanda congiunta, preferendo quindi un divorzio non contenzioso.
La preferenza per i riti non contenziosi è condizionata oltre che dalla diversità dei costi, anche dalla diversa durata dei procedimenti: 135 giorni in media per i procedimenti consensuali, a fronte di 1.085 giorni in media per la separazione giudiziale e 631 per il divorzio con rito contenzioso.
Nel 2000, la durata media del matrimonio risulta pari a 13 anni al momento della richiesta di separazione; circa il 21% delle istanze di separazione proviene da coniugi sposati da meno di cinque anni. All'atto della separazione i mariti hanno mediamente 42 anni e le mogli 38. In Italia è solitamente la moglie che decide di presentare per prima il ricorso per separazione al Tribunale (nel 67.9% dei casi). Per quanto riguarda il coinvolgimento dei figli nelle cause di separazione e di divorzio, le statistiche indicano che, nel corso del 2000, il 68.2% delle separazioni e il 60.3% dei divorzi hanno riguardato coppie coniugate con figli avuti durante l'unione. Ciò significa che nel 2000 hanno vissuto l'esperienza della separazione dei genitori 82.594 figli e quella del divorzio 35.050 figli. Erano minorenni 51.229 figli nei casi di separazione e 17.334 nei casi di divorzio.
Nel 2000 sono stati affidati alla madre l'86.7% dei figli a seguito di separazione e l'86% a seguito di divorzio. Le percentuali in entrambi i casi superano l'89% per bambini con meno di 6 anni. Ciò significa che il numero di affidamenti al padre aumenta con l'aumentare dell'età dei figli.
L'affidamento congiunto riguarda solo l'8% dei figli in caso di separazione e il 6.8% in caso di divorzio.
Mar. Coll.
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03/09/2008