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Il futuro della compagnia aerea

Alitalia, Europa e sindacati hanno tutto da guadagnare

Il primo settembre è cominciata una doppia partita per portare a termine la ristrutturazione di Alitalia e di AirOne, la nascita della Compagnia Aerea Italiana, Cai, e la liquidazione del resto. Su un tavolo, il Governo ha come controparte l'Ue e su un altro i sindacati.

Gli obiettivi dei due giochi paralleli sono distinti. Lo dovrebbe essere anche la strategia. Con l'Ue la posta in ballo è la reputazione di essere ligi alle regole sin dalla firma del Trattato di Roma. Il Commissario Joaquin Almunia è stato chiaro: la soluzione deve essere in linea con le regole Ue e sta all'Italia dimostrare tale compatibilità. Non basta farlo con dossier su "trasgressioni" delle regole in casi in cui la Commissione Europea si è limitata ad abbaiare senza mordere. La strategia negoziale è quella che, in termini di scienza delle decisioni, si il "minimax", ossia minimizzare la massima perdita possibile in termini di reputazione.
Con i sindacati è in ballo quella che si può chiamare l'incidenza, ossia la capacità di incidere su scelte basilari in termini non solo d'esuberi e d'avviamento alla loro ricollocazione ma soprattutto di contributo a quello "stato sociale di mercato" che l'Esecutivo si pone come obiettivo di medio e lungo termine. La strategia negoziale è quella del "maximin" nel significato massimizzare i vantaggi di lungo periodo per le categorie con meno potenziale di nuova occupazione, tenuto conto dei vincoli (principalmente di finanza pubblica).
Vi ricordate l'economista John Nash su cui è stato incentrato una decina d'anni fa il film "A beautiful mind"? La doppia partita è un problema di teoria dei giochi a più livelli, o su più tavoli, e della ricerca di un equilibrio dinamico "alla Nash" (ossia tale da facilitare le soluzioni) in termini tanto di reputazione quanto d'incidenza, utilizzando due strategie che paiono contrapposte ("minimax" e "maximin") ma che sono complementari.
Gli economisti e i matematici sanno come sciogliere le equazioni. Siamo, però, nella realtà effettuale di un doppio negoziato, non a un esame universitario. L'Esecutivo è, inoltre, rappresentato da Ministri differenti sui due tavoli. Che suggerire? In primo luogo, un coordinamento forte e una stretta coesione (come i Ministri hanno già mostrato in questa vicenda) in seno all'Esecutivo.
In secondo luogo, tanto nella strategia "maximin" sul tavolo Ue (in cui è in ballo la reputazione) quanto nella strategia "minimax" in quello sindacale (dove cui posta è l'incidenza), rendere molto espliciti costi, opportunità e opzioni reali - ossia cosa si perde e nell'immediato e in termini di opportunità - se si fallisce. Per l'Italia (e i sindacati) migliaia di posti di lavoro e di potenziale tecnologico. Per l'Ue un contributo importante al riassetto complessivo dell'aviazione civile europea. A fronte di queste prospettive, il doppio poker non è certo. Ma ha buone possibilità.

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03/09/2008










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