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la crisi in caucaso

Riparte il dialogo. Linea morbida dell'Ue: "Mosca sbaglia ma parliamo"

Sì ad una condanna ferma, ma senza rinunciare al dialogo con la Russia. È questa la linea stabilita dall'Unione Europea sulla crisi del Caucaso, emersa dal summit straordinario dei capi di stato e di governo dei 27, che si è svolto ieri a Bruxelles.

L'Ue, in sostanza, non dà alcuna sanzione a Mosca, ma lancia un appello alla Russia affinché «non si isoli dall'Europa» e «attui il piano» in sei punti elaborato da Sarkozy nelle recenti visite a Mosca e Tbilisi.
Il vertice - Nell'incontro, che si è aperto con l'intervento del presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Poettering davanti ai capi di Stato e di governo dei 27, e che è stato preceduto da un colloquio bilaterale fra Berlusconi e Angela Merkel, i leader hanno affrontato tre punti principali: gli aiuti alla Georgia, la ricerca di una soluzione politica al conflitto, e una riflessione sui rapporti tra Ue e Russia, che una bozza di conclusioni sul tavolo, definisce giunti «ad un bivio». Ora sta al Cremlino agire per non isolarsi in Europa e dimostrare chiaramente la sua volontà di procedere sulla strada della cooperazione.
Le posizioni - La difficoltà principale del summit di ieri è stata cercare di mettere tutti d'accordo sulla linea da tenere. Se l'Italia, rappresentata da Berlusconi e Frattini, cerca di non arrivare allo scontro con la Russia («bisogna evitare che Mosca guardi all'oriente piuttosto che all'occidente» spiegava ieri mattina Berlusconi), da parte della Francia i toni sono molto più duri. «Il ritorno delle sfere d'influenza non è accettabile, Yalta è finita», ha detto Sarkozy, nella conferenza stampa a conclusione del vertice, aggiungendo che la riunione «non è stata un vertice diretto contro la Russia ma il suo comportamento nelle ultime settimane ha portato preoccupazione non solo in Europa».
Unione Europea - Sul capitolo delle relazioni tra Ue e Russia il consiglio straordinario a Bruxelles deciderà, secondo quanto si legge nella bozza finale, dopo aver verificato le reali intenzioni di Mosca nel consiglio europeo a Nizza il 14 novembre: «Saremo vigili», avverte il documento. Si valuta anche la possibilità di una missione per verificare l'attuazione da parte della Russia del piano di pace Sarkozy: «Una eventuale decisione in questo senso sarà presa nel consiglio del 15 settembre». La Ue è comunque pronta a collaborare affinchè si arrivi alla soluzione della crisi e per questo pensa di inviare circa 200 uomini in qualità di osservatori.
Mosca - No a sanzioni alla Russia. Il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov ha rivolto a sua volta un appello all'Unione europea contro l'imposizione di sanzioni. «Non penso che verso di noi si debba usare il linguaggio delle sanzioni - ha riferito il portavoce del ministro, Andrei Nesterenko - ci aspettiamo che l'Unione europea faccia una bilanciata e giusta valutazione su quello che è accaduto». Mosca chiede anche un embargo internazionale alla vendita di armi alla Georgia «fino a quando il paese non sarà sotto un governo normale», ha riferito l'agenzia stampa Interfax. «Se gli Stati Uniti e i suoi alleati non hanno imparato la lezione e daranno ulteriore sostegno al regime di Saakashvili, sarà un errore di proporzioni storiche».
Gia.Ron.

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Giancarla Rondinelli

02/09/2008










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