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Nessun tentennamento del governo su sicurezza e immigrazione. La faccia dura dell'esecutivo la mostra a Cortina il responsabile degli Interni, Roberto Maroni, confermando che «la tolleranza zero va applicata fino in fondo».
Il ministro ha reso noto che domani firmerà «il decreto di espulsione dei due romeni» accusati della rapina e dello stupro a Roma ai danni dei due turisti olandesi. «Se dovesse succedere che per un cavillo tra una settimana escono - ha aggiunto, parlando a "CortinaIncontra" - li rispediremo in Romania».
Maroni ha detto d'essere rimasto «esterrefatto dalla confessione della violenza carnale come giustificazione. Come se nel loro modo di pensare la violenza sulla donna fosse normale». I fatti di Roma sono «gravissimi», ma pensare di impedire il 100% dei reati è impossibile. «Importante - ha osservato - è colpire subito».
Maroni ha difeso con convinzione la scelta di schierare l'esercito nelle città. «Se i militari fossero stati impiegati dal governo Prodi - ha rilevato - forse la signora Reggiani a Roma non sarebbe morta». E proprio in tema di misure per la sicurezza, Maroni ha voluto dare il voto a questo governo «decisionista», assegnandogli un «8 pieno».
La tolleranza zero va usata, secondo Maroni, anche con gli immigrati clandestini. «Garantire ai cittadini il massimo della sicurezza è interesse del Governo» ha spiegato, e l'obiettivo si raggiunge «con il contrasto all'immigrazione clandestina e il controllo del territorio per prevenire i reati predatori».
Importante sarà, ha osservato il responsabile degli Interni, il censimento del prossimo ottobre «per verificare i clandestini». Sui barconi che partono dalle coste libiche diretti a Lampedusa, Maroni ha reso noto che «tra pochi giorni, grazie alla visita di Berlusconi a Tripoli, dovrebbe essere firmato un nuovo accordo con le autorità della Libia, che prevede il pattugliamento delle acque e per il quale noi siamo pronti a mettere a disposizione equipaggi misti». Su tutto però una certezza: «Mai più indulti quotidiani o permanenti, mai più sanatorie».
Sulla giustizia, infine, il titolare del Viminale ha ribadito la necessità di «modificare il sistema giudiziario per garantire la certezza della pena. In Inghilterra, dove c'è un governo di sinistra, tengono in galera i delinquenti. Perchè la sinistra italiana non critica questa situazione? In Inghilterra gli accattoni vengono espulsi».
Per il capo del Viminale «la riforma della giustizia deve essere fatta». E i magistrati che sbagliano grossolanamente - Maroni ha citato il caso del mafioso uscito dal carcere perchè un giudice non aveva depositato una sentenza - «devono essere radiati».
Paolo Tomei
26/08/2008