Il vento è decisamente cambiato rispetto a vent'anni fa, «quando il mercato del "second hand" (ossia del seconda mano ndr) - ricordano Angelo Caroli e Mario Gulmanelli, fondatori di A.N.G.E.L.O, storico "vintage palace" italiano - vantava ben pochi estimatori». Per loro, «la volontà di riutilizzare abiti già appartenuti a chissà chi altro in altre differenti esperienze di vita» si unisce a «il valore ed il fascino di pezzi unici, assolutamente singoli, da rielaborare attraverso il nuovo utilizzo secondo il proprio stile». Perché il vintage, ricordano gli apripista italiani del genere, è molto più «uno stile che una moda, perché fatto anche di emozioni, ricordi, cultura e storia».
Loro, in un palazzo di tre piani nel centro di Lugo (Ravenna), hanno raccolto oltre 80.000 capi e alcune migliaia di accessori, oltre a proposte d'annata, esposte nell'unico museo permanente dedicato alla storia della moda che prevede anche il noleggio. Particolarità dell'archivio «Angelo» è di contenere capi che fanno parte della vita di tutti i giorni, e non solo quelli di grandi sarti.
Tutto dedicato alle decadi 50-60-70-80, invece, lo showroom milanese Eva Pop, con una bella vetrina anche su internet, dove lustrarsi nostalgicamente gli occhi con scamiciati fioriti, tubini pop, abiti a trapezio d'antan. Molto frequentato, sempre a Milano, il Salvagente, con proposte di seconda mano più recenti e per tutte le tasche.
Chi cerca abiti con un passato da raccontare, non può mancare alla prima mostra mercato del vintage in Italia, il Fashion Vintage Show. Allestita, in autunno come primavera, nel Castello di Belgioioso (Pavia), offre abiti e accessori da tutto il mondo, così come il Mercanteinfiera di Parma, che dedica un padiglione della Fiera dell'Antiquariato al modernariato e all'abbigliamento del secolo scorso, e il Vintage selection di Firenze, provincia dove il settore dell'usato è cresciuto di quasi il 40% in soli 4 anni.
Anche nei mercatini ormai non manca mai una bancarella dell'usato, da quelle supereconomiche, dove lottare per una camicetta vintage a 1 euro, a quelle più stilose, con abiti vecchi, ma firmati.
Lo spirito boheme degli abiti d'annata o di seconda mano sta infatti lasciando il passo al vintage griffato, tanto che nel 2005, a Vicenza, è nata persino un'associazione culturale che riunisce i ricercatori di moda d'epoca. Non a caso, in Italia l'archivio di Angelo è stato saccheggiato per videoclip di Jovanotti, Vasco Rossi, Francesco Baccini, Zucchero e Laura Pausini, e fotografato da giganti dell'obiettivo come Helmut Newton, Paolo Roversi e Bruce Weber.
Tra le star appassionate del vintage non potevano mancare maniache del look come Madonna e Courtney Love, ma l'usato spopola anche sul tappeto rosso, tanto che alla premiere londinese di «Sex and the city», serial e film cult per tutte le fashion-addicted, delle quattro protagoniste la più convincente era Kristin Davis, la romantica Charlotte, in Guy Laroche rosso e d'annata. Perchè ci sono abiti che, come un buon vino, sembrano migliorare con gli anni.
Vai alla homepage
25/08/2008